Black Time – Midnight World

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L’idea del punk dei quattro accordi, concetto contro il quale si è schierato mezzo mondo di ascoltatori al contrario di mezzo mondo di musicisti che con quest’idea hanno creato meraviglie, è alla base della musica dei Black Time. Un disco come ‘Midnight world’ potrebbe essere praticamente la versione a tripla velocità dei Ramones: un paio di accordi, la strafottenza al posto dell’irona e un piglio inglese da far paura che ogni tanto spunta fuori da migliaia di distorsioni. L’idea di fondo è che chiunque ascolti questi sedici pezzi venga spinto a pensare che il punk non è solo musica per gente che non sa suonare, ma che oltretutto può fare un casino impensabile e selvaggio passando in rassegna Cramps, Mummies, Legends, Electric Eels, Monks, Fall (e di conseguenza Strokes vari che saranno impalliditi all’ascolto di “Escape Velocity”), il punk londinese e il Back From The Grave, il blues e i suoi assassini Pussy Galore e tutta l’immondizia che può venirvi in mente sotto la macro-categoria rock. Tutto marchiato In The Red, e scusate se è poco.