Autunna et sa Rose – L'Art et la Mort

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L’album degli Autunna et sa Rose sarebbe degno di molto più di una semplice recensione su una webzine come questa. Questo progetto tutto made in Italy ci propone un’opera che va ben oltre il semplice aspetto musicale, realizzando una vera e propria rappresentazione teatrale trasposta su CD.
Più precisamente, l’album vuole essere un tributo ad Antonin Artaud e al suo Teatro della Crudeltà, e proprio come questo riesce a colpire l’ascoltatore, ad essere una genuina, violenta scossa in grado di traumatizzare le sue sensazioni.
Volendolo inquadrare in ambito prettamente musicale, potremmo parlare di un concept album che molti critici amanti delle definizioni inquadrerebbero come “gothic” per via delle atmosfere ora notturne, ora romantiche, sul filone degli Ataraxia e i Dark Sanctuary ad esempio. Tuttavia, non volendo essere così limitativi, banali e soprattutto inesatti, definiremo “L’Art et la Mort” semplicemente come una meravigliosa, emozionante piéce di teatro della crudeltà, in cui la musica ora fa da sottofondo a poesie di Artaud, Pasolini, Baudelaire e von Hoffmanstahl, ora diventa essa stessa poesia che non ha bisogno di parole, ora ci trafigge con note disperate.
Molte musiche alcuni di voi le riconosceranno agevolmente, trattandosi spesso di rielaborazioni di pezzi già noti ad opera di artisti come Coil, Ataraxia (Francesca Nicoli fra l’altro è ospite in “Lune et Arcades”) e Dead Can Dance. Ma la vera potenza di quest’album sta nella sua teatralità disperata, nella sua intensità che rapisce e sconvolge tanto l’ascoltatore quanto la forma-canzone più in generale.
Non si tratta di un ascolto facile, quanto piuttosto di una rappresentazione di meravigliosa, criptica avantgarde artistica destinata a lasciare il segno in chi sarà in grado di apprezzarla. Per il resto, non ci possono essere che applausi per Disorder, mente del progetto, e i bravi musicisti che hanno contribuito a quest’opera.