Feeling, the – Twelve Stops And Home

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Cosa c’è peggio di un gruppo inglese senza idee?
Un gruppo inglese senza idee che quindi scopiazza a destra e manca.
E cosa c’è peggio di un gruppo inglese senza idee, che quindi scopiazza a destra e manca?
Un gruppo inglese senza idee, che quindi scopiazza a destra e manca dal sound Americano.
E cosa c’è peggio di un gruppo inglese senza idee, che quindi scopiazza a destra e manca dal sound Americano?
I Feeling.

Vabbè sì, sono stato cattivo… ma ‘sti gruppi se lo meritano… The Feeling sono cinque ragazzi sulla ventina provenienti dal Sussex che nel loro foglio stampa hanno il coraggio di definirsi prog pop, che di certo fa molto più cool di soft rock.
Ma se sulla carta possono anche prenderci per il culo (senza tanti giri di parole) sul disco c’è poco da scherzare. Rocckettino soffice e ovattato, per far piacere alle mamme e alle mamme delle mamme.
E non lasciatevi ingannare, come il sottoscritto, da “Sewn”, pezzo tra l’altro discreto, l’unico dell’album a emergere veramente a dire il vero. I Feeling sono una band che quando suona triste potrebbe ricordare i momenti peggiori dei Coldplay o, per quell’uso di tastiere, degli Athlete, ma quando suona allegro (e sfortunatamente per noi il lavoro è un elogio della spensieratezza) ha un sound Americano da gruppetto di liceali stile Maroon5. Non che siano danzerecci in quel modo, ma la voglia di classifica, di fare i “piacioni” in tutti i modi possibili è la stessa, e trasuda copiosamente da ogni linea vocale, da ogni chitarra limata nelle distorsioni, da quei coretti insopportabili stile ultimi Thrills. Basta ascoltare l’apertura con “I Want You Now” o “Fill My Little World” o l’odiosa adolescenziale “I Love You When You Call” per rendersene immediatamente conto.
Dovendo salvare qualcosa (sempre tirandola per i capelli) è molto meglio la sopracitata “Sewn” o “Strange”, ma si tratta sempre della solita “trishtessa d’animo made in uk” che non cambia le sorti di un lavoro banale, fastidioso e soprattutto privo di talento.
Una frase che di questi tempi, tra tutte le new sensation, sta diventando davvero ripetitiva…

p.s. la tracks numero 10 è indubbiamente autobiografica