Chris Brokaw – Red Cities

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Chris Brokaw, già membro dei Codeine (una garanzia mica da ridere), ha dato alle stampe nel 2002 questo ‘Red cities’, ed è un disco semplicemente immenso. Tra il blues e il post-rock, tra il western e il folk americano, se ci si avvicina a questo album si può trovare uno dei più begli esempi di musica strumentale basata sulle chitarre degli ultimi anni. I dieci minuti di “The field (part2)” sono rilassanti e ipnotici, tanto che non ci si accorge nemmeno dei continui cambi di sonorità sottostanti, “King Ferdinand” è un pezzo post-rock di quelli che si ascoltano solo dalle parti dei migliori Mogwai, una cavalcata veramente unica. “Topsfield state fair” puzza di bar degli stati del Sud così come “dresden promenade” spruzza malinconia da ogni nota. Caratterizzato da brani o molto lunghi o molto corti ‘Red cities’ è un disco che ha l’enorme capacità di essere scorrevole per l’ascoltatore senza perdere in qualità artistica e studio dello strumento-chitarra. Un cd unico da ascoltare e riascoltare.