Rock In Idro: Il rock approda all'idroscalo

Tanta carne al fuoco in questa prima giornata del Rock In Idro. Forse troppa: due palchi e 21 gruppi. Il meglio è venuto dai gruppi principali, per il resto la giornata si è persa in una serie di “Bravi ma..”, “Sì, però” e “Insomma…” con qualche rara eccezione. La sorpresa (per modo di dire) più piacevole è senza dubbio stata l’esibizione dei milanesi Fine Before You Came: brevissima ma talmente intensa da lasciare senza fiato. Dopotutto loro sono così: fulminanti e pieni di passione, e avrebbero sicuramente meritato più tempo, visibilità e attenzione. Sono riusciti a distinguersi in un calderone pieno di gruppi con poco piglio, ma con tanta voglia di fare: Cursive, Kill The Young, OJM, Hot Gossip e via dicendo. Un discorso a parte meritano i Towers Of London, gruppo pompatissimo (da loro stessi) in bilico tra ridicolaggine anni 80 (capelloni al vento) e punk ’77: Hanoi Rock meet The Sex Pistols? Il problema è la mancanza di voce del frontman e una serie di pezzi di una banalità sconcertante che alla lunga provocano solo sbadigli e irritazione. Meglio la vecchia guardia, si diceva: leggermente in ombra i Damned, che hanno regalato uno show un po’ piatto, sebbene rimanga sempre un piacere ascoltare dal vivo “Jet boy, jet girl” e “Neat neat neat”. All’opposto l’esibizione degli (International) Noise Conspiracy, forse la migliore della giornata: con il loro rock’n’roll politico, sincero ed affascinante, gli svedesi confezionano un set compatto, farcito di tutte le canzoni migliori (“Smash it up”, “Capitalism stole my virginity” and so on…). Dennis sul palco è uno spettacolo: canta, balla, si muove divinamente, gioca con asta e microfono, regala sorrisi e sudore, da solo riesce a tenere tutto il palco. Non male anche i tanto attesi Eagles Of Death Metal: non c’è Josh Homme dietro le pelli, ma l’assenza non si fa notare. Potentissimi, compatti ed estremamente cazzoni sul palco, un pezzo dietro l’altro, sempre più divertenti. Jessie “The devil” Hughes si rivela un gran personaggio, strafottente e con un ego infinito, ma sul palco questa cosa non fa che alimentare lo spettacolo, nonché lo porta a battibeccare con fanciulle in prima fila rivolgendo loro proposte indecenti. La cover di “Beat on the brat” dei Ramones è la ciliegina sull’hamburger. La conclusione era affidata a Iggy & The Stooges, e non poteva essere altrimenti. Lo show oramai è ripetitivo, chi ha visto gli ultimi concerti può confermare, ma quel quasi-sessantenne Iggy è sempre una consumata rockstar: si può dire quello che si vuole ma l’iguana del rock sul palco è inimitabile, e sempre credibile. “No fun” coi ragazzi invitati sul palco che ballano, e la doppia versione di “I wanna be your dog” (soprattutto quella finale) sono il massimo della spettacolarità. Grande!

SECONDA GIORNATA
Autore: Adele Conte

Secondo giorno del Rock in Idro dopo una prima giornata stancante e piena di scoperte. Bisogna fare delle premesse d’obbligo: il primo giorno è iniziato in tempo per il primo concerto in programma dopo un viaggio estenuante da Roma a Milano e dopo la scoperta di dover camminare non poco per arrivare nella zona dei concerti ma la bella news è che abbiamo i pass del backstage (un braccialetto arancio fosforescente con la funzione dell’autodistruzione nel caso lo si volesse togliere . – n.b. noi avevamo il pass del livello infimo, quelli fighi erano color giallo fosforescente -) . Entriamo nella zona del concerto e inizio a godere della zona backstage comprensiva di punto di vista ottimale, sedioline e artisti gironzolanti inseguiti dalle adette dell’agenzia che organizzavano le interviste a raffica. Io acchiappo il mio artista da intervistare (bassista degli Internetional Noise Conspiracy), faccio il mio dovere e penso a come organizzare la giornata seguente vista la situazione inaspettata. Quindi arriva il secondo giorno di concerti: noi (io e il fido Daniele addetto alle foto) alloggiamo a Segrate, che è una ridente località piena di giardinieri comunali e dove il pronunciare una frase come il “siamo a piedi” equivale a bestemmiare, quindi dobbiamo muoverci con l’unico autobus che passa da quelle parti e che di conseguenza si intrattiene in tutte le zone limitrofe e piu’ sperdute mettendoci un tempo infinito per lasciarci a un km dalla zona dei concerti (da fare a piedi). Ci presentiamo nella zona degli accrediti e io mi copro il braccio con la felpa poiché ho dormito col pass del giorno prima nel timore di non averne un altro a disposizione e invece me ne consegnano un altro di colore fucsia fosforescente e io fieramente vado in giro col doppio pass pensando di essere l’unica deficiente che ha dormito col braccialetto… gira che ti rigira ce ne sono parecchi e la maggiorparte sono “personale” delle webzine …. Mentre Daniele si apposta sotto il palco io mi aggiro in zona backstage e il primo gruppo del palco principale che sento suonare sono i Pipi y de Locos che nella loro allegria devo dire che son stati abbastanza coinvolgenti, saltellando su e giu’ per il palco e facendo ballare il grappolo di persone non curanti del sole cocente. Dopo un po’ di pimpante, sebbene non originalissimo, ritmo c’è una piccola pausa che introduce a un gruppo un po’ datato : i Buzzcocks. Dopo i Damned e l’intramontabile Iggy Pop del giorno prima ecco un altro gruppo sugli “anta” e per quanto impegno ci mettano l’età si sente e anche l’entusiasmo delle persone diminuisce notevolmente. Se c’è una cosa che di questo festival non ho capito è la scaletta: ho molto rispetto per gruppi storici ma non li vedo adatti ai festival, ci sarebbero molti gruppi che sono stati “sistemati” sul palco piccolo che avrebbero giovato molto alla proposta principale che viene rappresentata sul palco grande ma gli organizzatori di questi eventi non devono avere molta lungimiranza. Ad esclusione dell’intramontabile Iggy che rimane una forza della natura degli altri posso dire ben poco poiché dopo pochissimo qualsiasi cosa mi distraeva… per esempio un soggetto assai magretto e ricurvo agghindato in modo particolare che si aggirava per il backstage: Gogol Bordello! Come al solito mi faccio i fatti miei ma devo dire che non passa inosservato… tempo di scambiare quattro chiacchiere al bar che inizia la preparazione del primo vero show della serata. Mi apposto sotto il palco mentre per un tempo infinito i fonici preparano le attrezzature e siccome i microfoni sul palco son tutti aperti noi ascoltiamo incuriositi tutto il loro lavorio. Poi finalmente salgono sul palco i membri della band tutti rigorosamente agghindati in maniera gipsy e compare dalle retrovie lui, lo show man, il più estroso tra gli estrosi, mette allegria il solo guardarlo. Parte subito la chitarra a richiamare un ritmo non molto sconosciuto dalle nostre parti, è un suono che molte bands nostrane hanno portato in giro da tempo e il pubblico apprezza subito iniziando a ballare in modo forsennato. Gogol Bordello non è solo una band, è un circo, un teatrino, racchiude ritmica musicale, elementi del folklore, mimica teatrale e radici culturali molto forti che esplodono nei loro show. Ed è soprattutto coinvolgente tanto da far comparire nella seconda fila del pubblico un (forse) improvvisato mangiafuco che sputa fiamme in aria e mette in ansia la security che però non interviene visto che aveva creato il vuoto intorno. Intanto sul palco sale e scende una bellissima ragazza e il nostro baffetto saltellante gioca con lei, salta in ogni punto del palco facendo impazzire il fonico che lo deve rincorrere in ogni momento per sistemare i cavi che si contorcono in continuazione fino a che non viene cacciato letteralmente a calci nel sedere: è uno show continuo.Ci si mette poco a capire perché siano divenuti famosi in tutto il mondo in poco tempo. Finito il loro show gironzolo verso l’altro palco ma non abbastanza vicino da capire chi stia suonando (la mia pigrizia giornaliera non mi consente di chiedere in giro e nemmeno di cercare i fogliettini con scritto l’orario di esibizione e il nome del gruppo) ma abbastanza vicino per capire che li avrei preferiti (senza offesa) sia ai Buzzcocks di oggi sia ai Damned del giorno prima… sento urla dal palco principale e mi precipito perché sale sul palco un’involontario headliner (si… i Babyshembles non son venuti… ma qualcuno aveva qualche dubbio al riguardo?): Rise against! Domanda d’obbligo: che c’entrano loro con i buzzcocks e i gogol bordello? Secondo me niente, ma è un festival e si fa quel che si può, comunque poche ore dopo saliranno sul palco coloro che ne giustificano la presenza. In realtà quando arrivo sotto al palco non arrivano loro ma una tipa che vorrebbe essere simil hawaiana e vorrebbe fare un semi strip divertente e sensuale. Io sono donna, voi malpensanti, e quindi ogni mia parola a riguardo sarebbe superflua, comunque la dico lo stesso: inutile, scontato e poco accattivante (le parole che s’è beccata la tipa dai fans dei rise against sono state meno fini e delicate) ma ci sta che gli organizzatori hanno voluto le Sick girls come stacco pubblicitario e vabbè… a chi importa che son pagate più queste ragazze per mostrar le tette che un gruppo musicale a suonare (non in questo festival s’intende, ma chi mai ha suonato sa di cosa parlo)..? Finalmente salgono sul palco i Rise Against e c’è il delirio pogoso degli amanti dell’hardcore… micidiali! Mai fermi e il cantante sempre in primissima linea quasi in contatto con il pubblico. Altro show rispetto ai Gogol Bordello ma non meno entusiasmante. Direi che anche il “signor” Bordello è accattivato da loro visto che spuntano dei baffoni dal lato del palco. Tre canzoni loro e vengo cacciata via dalla zona sottostante del palco e mi dirigo verso il backstage dove poco dopo ritrovo quegli stessi baffoni intenti a guardare lo show e a parlare e fare foto con i fans. Subito dopo è la volta dei Punkreas che si ritrovano ad essere headliners finalmente!!! Ma il loro ò show non ce la faccio a vederlo tutto, li avrò sentiti millemila volte e mai veramente ascoltati bene. Però non posso non notare la jam session con parte dei Gogol Bordello a far caciara insieme e far saltellare tutti… dopo la jam vengo momentaneamente rapita da un losco figuro e portata tra gli stands di dischi a recuperare merce che andrò ad ascoltare tra qualche giorno. Torno in tempo per l’ennesima messinscena delle Sick Girls che a fine show ricevono altri insulti e quindi decidono di chiudere restituendone un paio. Non bastassero loro sale sul palco un soggetto a dir poco stonato che canta un lamento sensa capo né coda facendo comparire un punto interrogativo sulle teste dei presenti (e un paio di insulti standard anche) poi salgono sul palco finalmente l’anello di congiunzione tra questo festival e i Rise Against: i Pennywise! Partono un paio di incitamenti d’obbligo: “are u ready???” etc etc… e poi pura scuola hardcore con tanto di tripudio di birre… devo descriverli? C’è poco da descrivere se non la loro capacità di dare scossoni e soprattutto un doveroso duetto col cantante dei Rise Against. Il festival sarebbe finito qui (o meglio al post festival che si svolgeva al Magnolia…) ma il mio cervello non smette di pensare al fatto che questo evento in qualche modo mi ha delusa (nonostante i due palchi, cosa rara in Italia): ma veramente gli organizzatori pensano che i giovani italiani aspettino con ansia gruppi “d’annata”? allora perché il palco piccolo era sempre affollato di persone (per quanto lo spazio sia minore) e al grande invece spesso si creavano “buchi” di folla? Poteva andarci peggio, sicuramente, ma ad essere onesti e soprattutto vedendo le proposte di altri festivals fuori dall’Italia poteva andarci di gran lunga meglio…

Altre foto su: www.concertinalive.it

  • Le uniche due cose di cui sono dispiaciuto di aver perso il secondo giorno (a parte l'allegra compagnia dei colleghi) sono i Buzzcocks e l'ultimo concerto in Italia (finito il tuour europeo si sciolgono) dei Boysetfire. Peccato per le defezioni dei Thursday e di quei fenomeni da baraccone giovanile chiamati Babyshambles (ma si sapeva…).

  • ma perchè ci dovete raccontare tutti i cazzi vostri? pensate veramente che ci interessi sapere cosa avete mangiato a colazione, quante volte siete andati al cesso e quanti passi avete collezionato?
    ma perchè su questo sito vi ostinate a far scrivere le ragazze?

  • Ciccio se non ti piace come scrivono le nostre girls allora vai su quanche sito omosex (senza offesa per i gay naturalmente) e non scassare ulteriormente :-D

  • scusa bello, leggi altre rece che ho scritto e dimmi se parlo solo di cazzi miei… poi rileggiti bene questa e vedi che capisci perchè ho scritto di altre cose invece che di che colore aveva la chitarra tizio o caio…se preferivi la scaletta della giornata con i voti ai gruppi come si fa per le partite di calcio ce ne son tremila di recensioni così in giro e a me personalmente non danno niente e non fanno capire che cosa è un festival. se il prox anno ci andarai è un consiglio su come muoverti…poi liberissimo di sparare a zero senza conoscere…

  • Uh… che misoginia!

  • ciao bella!
    carina la rece, mi trovi quasi sempre d'accordo!
    Io pero' mi son divertita lo stesso, le ghignate me le son fatte pure grazie a te LOL
    Ci vediamo al prossimo festival (rock in idro se vieni o MCR 21 novembre a MI ahahah)
    bacioni

  • ma i toasters?qualcuno li ha visti?

  • Recensioni che non fanno capire cosa è un festival.
    yeah, è questo che mi era sfuggito: tu volevi spiegarci cos'è un festival.
    E poi c'è quel passaggio in cui non sai se il passi del giorno prima va bene, o te ne danno un nuovo.. che è così pieno di suspence!
    dai, ade non te la prendere, sei solo vittima della mia crociata per la liberazione di rocklab dalle donne. non sei la prima, nè l'ultima…
    quando sarà il momento offrirò una pizza a tutti.
    yeah, vi voglio bene, roccherroll!

  • Sono fighe e hanno offerto un super spettacolo!

  • scusa, scegli di liberare rocklab da donne diverse da me perchè intuisco che le altre mie rece non le hai nemmeno lette …
    non so è perchè se tanto preso dalle tue crociate e non ti soffermi a leggere , cmq non volevo "spegare" com'è un festival in generale ma il rock in idro per come l'ho vissuto io. se capisci come ti pare è un problema tuo…
    se avessi avuto da scrivere di Iggy Pop o degli The (internetional) noise conspiracy mi sarei buttata piu' sulla musica . ma tanto potrei aver scritto pure l'enciclopedia del rock e se sei semplicemente contro le donne su rocklab non contava un cazzo a vedere da quello che scrivi…pero' ogni tanto parla con coscienza e leggi cio' che c'è da leggere. oppure se ci tieni tanto fatti tu tutti i concerti e creati una tua webzine e scrivi solo tu o fai scrivere solo gli uomini…

  • dimenticavo,sai…quasi quasi mi attizzi…al prox concerto dei manowar o nanowar vado solo per conoscerti…smack!

  • nel senso che mi stai dando del metallaro? ahah.
    Ma perchè sono misogino? Ma nooo, io le amo le donne… quando non si dedicano ad attività intelletuali.

    (p.s. tiri sempre fuori altre recensioni – che no, non ho letto – potrebbe sembrare quasi un'ammissione che questa.. no, effettivamente non è il massimo!)

  • ade

    tiro fuori le altre mie rece perchè te dici che scrivo solo minchiate (tradotto in maniera sintetica)e se proprio devi dire una cosa del genere almeno leggiti quello che uno scrive… cmq è dall'inizio che ti sto scrivendo che la secondea giornata del rock inidro musicalmente non m'ha dato grandi cose, logico che la rece ne risenta…
    (p.s. non t'ho deato del merdallaro , ho solo tirato fuori dei preconcetti sui misogeni etc, un po' come fai tu con le donne…:-)

  • primo: "te dici" lo lasciamo dire a Nek. Noi che abbiamo anche il diploma di terza media usiamo il "Tu", ok?
    mamma come sono odioso.
    secondo: non è che volevo asserire che tutte le tue recensioni lasciano a desiderare, solo questa (non avendo letto le altre). Lunghissima, piena di dettagli inutili, vuota di contenuti, e non pregevolmente scritta… tipica mano femminile, insomma!
    terzo: magari lì hanno fatto schifo, ma il concerto dei Buzzcocks al Forte Prenestino a Roma è stato il mio concerto dell'anno.
    quarto: ti amo, mi vuoi sposare?

  • primo: uso il te quanto "me" pare visto che m'attizzi cerco di entrare in confidenza…
    secondo: ma se hai scritto che le donne non sanno scrivere (in generale) intendi che tutto cio' che scrivono fa pena quindi ti invitavo a leggere anche altro…
    terzo: non ho detto che i Buzzcock hanno fatto schifo ma che "secondo me" non sono stati tanto adatti a questo festival e il discorso parte anche dal giorno prima … non sono il mio amore musicale di per sè anche se meglio dei Damned del giorno prima che avevano pure il batterista "nascosto". e sopratutto per quanto rispetti i gruppi storici mi fa incazzare che gli organizzatori di certe manifestazioni se ne fottano dei gruppi italiani bravi e li rileghino nel palco piccolo (quando li chiamano)…
    quarto: magari potrei essere un uomo. c'hai mai pensato? cmq "te" amo anch'io ciccino bello…

  • terzo: la mia considerazione sui buzzcocks era solo un'informazione, non una critica. Però pensandoci, non ti sei degnata nemmeno di informarti/ci di quale fosse questo fantomatico gruppo del palco piccolo che avresti preferito ai buzzcocks ed ai damned (questi ultimi non ho difficoltà a credere abbiano fatto un po' schifo, hanno cominciato ad essere un po' trash già un bel po' di anni fa, ma se hai modo, dai un ascolto al disco d'esordio…) .. eh, un po' più di professionalità, signorina.
    quarto: e ti saresti finta una donna per ottenere un po' di indulgenza nel giudicare i tuoi articoli? beh, effettivamente, potrebbe essere.

  • mah…sti cazzi