Blown paper bags: dentro a un irresistibile rumore

  • I Blown paper bags sono una band genovese che ha fatto parlare molto di se negli ultimi anni, anche su queste pagine.
    Il loro pregio più grande è quello di proporre della musica particolarmente originale per il mercato italiano, una musica ben difficile da definire, per questo meglio farselo spiegare dal gruppo stesso che ha risposto collettivamente a questa intervista via e-mail:

    Daniele Guasco: I Blown paper bags sono difficili da inquadrare. Come e quando nasce la band? Può essere definita o i Bpb sono semplicemente i Bpb?

  • Blown paper bags: A parte la parte sul come e dove nasce la band (genova, ultimi anni, matteo+martino da ceneri cary quant, alessandro ultima fase, prove due batterie due synth e una chitarra, qualche cantato, si passa all’arrivo di Federica, prima voce poi organo, poi a ela prima basso poi voce), non capiamo bene la seconda parte della domanda. i bpb sono null’altro che i bpb. non è un progetto multimilionario, non è un piano di conquista del mondo, non è una truffa. cinque persone. 3 prove a settimana. un disco per suiteside, un 7″ per cragstan astronaut e un po’ di date in giro.
  • DG: “Arm your cameras” è un ottimo esordio. Vi piace riascoltare il vostro lavoro? Quanto ne siete soddisfatti?
  • Bpb: Grazie, non lo riascoltiamo mai. Non ci dispiace quando capita. Subito ci faceva un effetto strano, simil vergogna. Ora si può dire che va bene così. Qualche errore di troppo, qualche cosa l’abbiamo imparata e, speriamo, non ripetuta nelle nuove registrazioni. Non cambieremmo granchè; se ti perdi nelle possibili variazioni finisce che ti sbrodoli.
  • DG: Restando sul disco: personalmente lo trovo allegro e malleabile alle situazioni, si fa ascoltare con piacere in parecchie circostanze: secondo voi di che cosa potrebbe diventare perfetta colonna sonora?
  • Bpb: Banalmente? Di un videogioco. Forse il suo supposto equilibrio è dato dal numero di cose che ci sono dentro e dal fatto che nessuna prevarica eccessivamente o continuativamente le altre. Se questa cosa ci fosse riuscita bene, a livello di sintesi, saremmo stati decisamente fin troppo bravi… Miglioreremo e cercheremo di variare i trucchi diminuendo, o meglio dosando, il numero degli elementi.
  • DG: Dal vivo siete energici e coinvolgenti: come nascono i live dei Bpb?
  • Bpb: Dal fatto che non seguiamo più il click e abbiamo riarrangiato i pezzi suonandoli per intero. Le date in quattro ci hanno imposto un riarrangiamento più ignorante e pestone. Lo abbiamo reinserito con soddisfazione nel live a cinque. Speriamo di riuscire a replicarlo nelle prossime registrazioni.
  • DG: Domanda di rito: qual è il sogno nel cassetto dei Bpb?
  • Bpb: Boh. Zero. Non abbiamo programmi a lunga scadenza per il gruppo. Ora l’obiettivo è scrivere i pezzi per un altro disco, registrarlo e vedere chi vorrà e come pubblicarlo e distribuirlo in Italia e all’estero. Nessuna mira, nessun nome, nessuna segreta speranza. Ecco forse è continuare ad avere l’occasione di incontrare persone con qualcosa da dire, più o meno legate al nostro mondo.
  • DG: Come la vita di tutti i giorni influenza la musica dei Bpb?
  • Bpb: Nei testi forse c’è una componente derivata da cose che capitano tutti i giorni. Non scriviamo a partire da notizie o articoli da giornale. Di solito una belinata detta, un’espressione colorita o stramba, ci mette sulla pista giusta. Il resto viene da sè. A livello sonoro non credo, invece, ci sia una vera influenza, se non consideriamo come quotidianità il venire a contatto con realtà come i gruppi che vengono a suonare a Genova o con cui dividiamo il palco.
  • DG: Le 7 canzoni di “Arm your cameras” si fanno divorare, ma dopo un po’ la fame torna. A quando un bel disco nuovo? Altri progetti per il futuro?
  • Bpb: Siamo sulla compilation Zenatron Vol.1, edita da Devega, dedicata all’elettronica fatta qui in città con personaggi storici come Spillus, Quadrelli dei Sensasciou, Praux, Bobby Soul e nomi nuovi come noi, Port-Royal, XP Devices…
    Se tutto va bene a novembre ci sarà questo benedetto 7″ split con gli Experimental Dental School per Cragstan Astronaut con due pezzi nuovi. Un pezzo nuovo finirà anche su una compilation in Inghilterra. E poi si vedrà.
  • DG: La scorsa primavera avete affrontato un tour europeo: com’è stata questa esperienza?
  • Bpb: Bella, intensa, interessante, molto stimolante. Lunga il giusto. Abbiamo dovuto sacrificare molte cose ma siamo riusciti a fare un qualcosa che ci premeva molto. Provare ad uscire e a confrontarci con situazioni che pensavamo quasi aliene e che invece si sono dimostrate essere molto più in sintonia con quello che capita qui a Genova.