Circo Fantasma – I Knew Jeffrey Lee

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Per celebrare questo primo di novembre potrete scegliere di entrare nello spirito, rotolandovi nelle tombe assieme ai Rhapsody o cavando sangue dalle zucche con gli Helloween. Oppure ancora decidere di commemorare i cari estinti del rock: tale Venera Kastrati, artista albanese trapiantata in quei di Milano, si è data la pena per voi di accendere un cero a tutti i Sacri Martiri, da Lennon a Curtis. E tra le varie faccione, riportate alla luce su un telo seppia scuro, quella di Jeffrey Pierce Lee è finita in prima pagina sull’ultimo disco dei Circo Fantasma. Da dove spunti questo collettivo italianoamericanofilo non mi è ben chiaro, ma è evidente che mai denominazione è stata più azzeccata: il Circo è circo in quanto la giostra gira per tutto il tempo e carica di volta in volta (cog)nomi nostrani di spicco quali Basile, Clementi, Giovanardi, Agnelli et cetera. Il Fantasma rievocato è quello del fu leader dei Gun Club, la cui lapide per qualche tempo è stata visitata soltanto dalle rampicanti. Il suo e quello dell’intera scena (anche questa più o meno fantasma) del ”post punk blues” che arriva a comprendere per vie molto traverse Bad Seeds, Niki Sudden, Jeremy Gluck, tutta la gente che stava dietro al super progetto “I knew Buffalo Bill” e anche tutta quella che, affetta dal ritardismo cronico del bel paese, ci sta dietro ancora oggi, dopo oltre vent’anni, come gli illustri di cui sopra e gli stessi Circo Fantasma. Nicola Ceredi in testa: la sua performance vocale così sporca e profonda come sembravano poterne venire soltanto da oltreoceano.
Il dannato pregio del lavoro tutto sta nel fatto che, in tempi di nostalgismo generale e di duetti con i morti, a stare tra i solchi non è il cadavere di Jeffrey Lee ma il suo Spirito, il Fantasma per l’appunto, che sa donare la Vita alle svariate cover. E le fa scampare al rischio di un’ennesima elegia di stucchevole maniera.
Per un primo novembre fra i tanti, lacrime e sangue smettono di essere adorno cimiteriale e vengono riservate direttamente alla musica.