Anata – The Conductor's Departure

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Anata, che in giapponese vuol dire “tu”, indica in questo caso uno dei pochi gruppi death metal capaci, ultimamente, di restare violenti e macinacadaveri al contempo suonando abbastanza innovativi. O meglio: indicava. Se il precedente ‘Under a Stone With No Inscription’ era un gustoso esperimento di commistione tra sonorità death svedesi e americane con un riffing abbastanza schizoide condito da gustose dissonanze, qui abbiamo un passo indietro; il bilanciamento tra brani veloci e mid-tempo pende pericolosamente verso un eccesso di questi ultimi, gli arrangiamenti si standardizzano, le linee vocali non brillano come nel disco precedente. A parte “Downward Spiral into Madness” e le svedesissime chitarre di “Better Grieved Than Fooled”, c’è poco con cui scapocciare. Peccato, tuttavia non è proprio un disco da buttare, restando abbastanza superiore alle “solite” uscite di genere.