An Albatross – Blessphemy

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Un disco che apre le danze sembrando la versione al cardiopalma di Highway Star dei Deep Purple e le chiude con il salutino orchestrale ha tutta la mia stima da qui all’eternità, per quanto la cosa possa interessare. Il fatto è che ‘Blessphemy’ è una trovata talmente kitch – a partire dal sottotitolo ‘Of the peace-beast feastgiver and the bear-warp kumite’ – che il contenuto sonoro viene presto dimenticato in favore di un’attitudine perfettamente pop oriented dove il grind viene sbrindellato da calzamaglie rosa e azzurre, il jazz, l’hardcore, il rock e il metal presi in giro da un organetto al limite della farsa. Addio alla cattiveria (anche questa sintomono di una visione grottesca della cosa, chi conosce gli An Albatross ricorderà l’arragiamento di “Unckle Funky Pants” per cani e organo) e benvenuta la commedia. L’unico neo in tutto questo, a prescindere dall’ormai autoreferenzialità della cosa (andate a cercare i lavori precedenti, piuttosto), è che il suddetto prodotto venga venduto, quando è palese che un oggetto di tale fattura andrebbe altruisticamente diffuso gratuitamente. Hats off!