Intervista a Amycanbe: Fragili disegni sonori

  • Gli Amycanbe possono essere considerati uno dei “best kept secret” della musica qui in Italia. Un quartetto di musicisti dediti alla coposizione di piccoli pezzi fragili ma intensi. Un insieme indie folk composto da chitarre acustiche, basi soffuse, tromba, tastiere e una voce femminile miscelati nel migliore dei modi. Nascono e crescono in Romagna ma la loro collocazione ideale è su un palco raccolto, non importa dove.Rocklab: Vorrei partire dal vostro Ep autoprodotto: cinque canzoni di gran classe davvero suggestive. Come mai la scelta dell’autoproduzione? Non siete riusciti a trovare nessuno che, nonostante le vostre indubbie qualità, abbia voluto investire su di voi?
  • Marco (Trinchillo, acoustic guitar, drums): Beh evidentemente no! Speriamo in meglio per il futuro!

    Mattia (Marcuriali, guitars): La “scelta” dell’autoproduzione? Più che scelta direi che è stata una cosa obbligata… purtroppo. Investire… ahimè… nessuno ha voluto spendere una lira… eheh.

    Paolo (Gradari, trumpet, guitar, keys): Il nostro Ep è in realtà nato come demo, non abbiamo registrato e prodotto nulla prima di questo lavoro, perciò era un po’ impensabile trovare un “fan” senza che nessuno sapesse della nostra esistenza.

  • RL: Gira voce che invece l’anno prossimo uscirà un disco vero e proprio. Potete accennare qualcosa? A che punto siete con il lavoro?
  • Mattia: Questa voce mi giunge nuova… magari qualcuno ci vuol fare un regalo?

    Marco: Di questo non sapevo niente… mi interesserebbe l’argomento! Adesso siamo in fase di pre-produzione, chissà speriamo che questo 2007 sia dalla nostra parte, noi non faremo altro che suonare il più possibile, continuare a credere nel progetto e poi quello che sarà sarà… incrociamo le dita.

    Paolo: le voci che girano non le abbiamo partorite noi, comunque preferiamo non rispondere.. sai, parlare di queste cose genera inevitabilmente sfiga, in tutte le sue forme possibili.
  • RL: In rete, su alcuni siti e su tanti blog, girano numerose testimonianze di stima nei vostri confronti. Penso che questo vi lusinga, ma magari non vi piacerebbe uscire allo scoperto, uscire da questa nicchia in favore di una maggiore esposizione? Magari anche estera visto che qui da noi non sempre la qualità viene premiata nel migliore dei modi. Penso questo anche in relazione alla vostra collaborazione alla compilation benefica “50 minutes”.
  • Mattia: Certo che mi piacerebbe uscire allo scoperto e soprattutto all’estero… sarebbe bellissimo poter girare un po’ di più… speriamo nel futuro.

    Marco: A volte è sorprendente vedere come le persone si affezionino ed appassionino a questa cosa, in questo ultimo periodo abbiamo fatto qualche data in più fuori ed è servito tantissimo. Uscire di più allo scoperto? Certo che sarebbe meglio ma non credere sia un volere nostro rimanere nella nicchia, noi facciamo il possibile calcolando che non abbiamo praticamente né una agenzia di booking alle spalle e né un contratto.
    La collaborazione con l’etichetta Exercise 1 è stata veramente una bella cosa, a mio avviso è una compilation anche molto valida, ti da modo di scoprire 50 gruppi in 50 minuti tutto questo grazie al nostro caro amico-manager Willy.

    Paolo: Le testimonianze di cui parli sono in effetti molto molto gratificanti, anche nel caso di critiche si tratta sempre di partecipazione o comunque di “reazione”e non di indifferenza al lavoro che si sta facendo.
    Per ciò che riguarda il discorso di uscire allo scoperto, non saprei cosa rispondere… per il momento le cose vanno bene così, non abbiamo delle esigenze particolari in tal senso.
  • RL: A parte la Sporco Impossibile Live Nite, avete in programma altri concerti? Penso che la dimensione live possa essere il miglior modo per innamorarsi di voi.
  • Marco: Assolutamente sì, sono d’accordo: il live è il momento più bello per conoscere un gruppo. Dopo la data di Roma siamo fermi per un po’, appunto per finire, anzi per iniziare la pre-produzione, poi siamo fiduciosi di trovare altre date sicuramente qualcosa verrà fuori Ogni tanto fate un saltino sulla pagina di myspace e buttate l’occhio chissà! Ripeto non avendo un booking alle spalle non è sempre così semplice.

    Mattia: Nota dolente. È un bel casino suonare in giro per l’Itali, tra locali che non pagano (la maggior parte), e realtà spesso disastrate ;-)

    Paolo: I concerti sono di fondamentale importanza, per mille ragioni. D’altra parte resta la forma di pubblicità più genuina per una band. Non abbiamo date nelle immediate vicinanze, ma arriveranno, siamo fiduciosi.
  • RL: Mi piace tantissimo l’insieme di sensazioni che riuscite a rendere. Penso che la vostra musica, ma anche il vostro artwork, sia sempre semplice ed elegante, con spruzzi di tenera fragilità. Avete un gran fascino un po’ retrò, magari anche per merito della tromba e della voce di Francesca Amati. Da cosa attingete? E più in generale, cosa vi piace ascoltare?
  • Marco: Innanzi tutto grazie delle belle parole. Da cosa attingiamo? Non saprei dire, sicuramente è dai piccoli frammenti di quotidianità che parte il tutto, almeno i miei stimoli partono sicuramente da lì… così è nel pensiero di una grafica come di una canzone. Per gli ascolti invece si parte da Elliot Smith, Tom Waits, Cat Power, Beatles, Devics, National, Flaming Lips e anche tanta tanta musica di gruppi che come noi sta cercando di arrivare a più persone possibili.

    Paolo: Bella domanda, un po’ impegnativa, ma bella. Non sappiamo da dove partire… Vabbè la prima risposta è che tutti abbiamo tanti interessi che non riguardano direttamente la musica (fotografia, teatro, pittura, cinema eccetera), ovviamente, in maniera più o meno consapevole, assorbiamo da queste fonti qualcosa che si riflette per forza su quello che facciamo. Rispondere alla seconda domanda è difficilissimo, ascoltiamo tutti tante e troppe cose differenti.

    Mattia: Gli altri sono già stati esaustivi. Se posso aggiungere un po’ di gruppi che mi piacciono… mmm… troppo difficile… Beatles, Pink Floyd, Flaming Lips, Aphex Twin, Stereolab, Pavement… e mille altri.

  • RL: Siete di Ravenna. Com’è la situazione musicale da quelle parti? Siete riusciti ad imporvi lì o avete dovuto ricorrere a trasferte nella vicina Bologna?
  • Paolo: La Francesca è di Ravenna, noi siamo di Cesena e Cervia, comunque a parte questa precisazione diciamo che la situazione da queste parti è molto simile: esiste un piccolo mondo di realtà musicali dalle nostre parti che è sorprendente. Per quanto riguarda l’attenzione che ci è stata rivolta credo che nessuno di noi si possa lamentare. Le trasferte Bolognesi sono state positive per una serie di fortunate coincidenze, è chiaro che si cerca di suonare il più possibile, anche fuori dal cortile di casa. Ribadiamo che i live rimangono la migliore forma di pubblicità per una band.

    Marco: Qui da noi la realtà live non manca così come non mancano belle realtà di gruppi della zona. Ravenna, Cesena, Forlì ed anche Cervia stessa offrono locali in cui poter suonare, ovviamente se ci si sposta in quel di Bologna la cosa si fa più interessante!

    Mattia: Dopo aver girato un po’ fuori dalla regione direi proprio che non ci si possa lamentare della nostra zona: i locali non mancano e negli ultimi anni i concerti di qualità (nei piccoli locali) sono a mio avviso aumentati.
  • RL: Concludo con una domanda che, si dice, un buon giornalista non dovrebbe mai fare. Siccome l’intervista la faccio io, non resisto alla tentazione: da cosa deriva il vostro nome? Chi è Amy? E non è che me la presentate prima o poi?
  • Marco: “Amy can be” è un po’ una parola composta ma anche una parola priva di significato, può arrivare come un suono o come un messaggio ben chiaro e deciso! Amy è mia sorella, lasciala stare, sono geloso, è ancora troppo piccola! Scherzo…

    Paolo: Amy è il nome di un mastino napoletano di 85 kg che abita nel cortile di fronte alla nostra sala prove.
    Ci detesta e detesta la nostra musica e se potesse credo che ci sbranerebbe. Lo vuoi ancora conoscere? ;-)

    Mattia: Amy può essere… quel che vuoi, ma non ha significato. È un nome aperto a tutto, come (spero) il nostro modo di suonare.
  • E' davvero interessante anche leggerli, oltre che ascoltarli!
    Grandi!