Godot – Godot.1

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Sei tracce tutte intorno ai dieci minuti di durata, copertina sgranata dai toni grigiastri, e già le coordinate musicali di questi Godot sembrano facilmente intuibili. Post-rock, abbastanza poco elaborato e un po’ povero nei suoni – colpa anche della produzione un po’ freddina – post-rock sognante, cristallino, come gli Explosion in the Sky l’hanno codificato con ‘The Earth is Not a Cold Dead Place’, sconfinante in derive distorte e in trame chitarristiche alla GY!BE, specialmente nell’ultima “13:45”. Solo che questi Godot (o anche Geduo, leggendolo nella loro lingua madre) sono appunto cinesi, e sono uno dei gruppi di punta della scena “alternative” di Shanghai. Perché forse non ci si pensa, ma assieme a tutti gli immensi progressi che la Cina sta facendo in questi anni c’è ovviamente una certa apertura anche nel campo musicale che pian piano si sta risvegliando da un torpore da regime mediatico e sta cominciando a interessarsi di tutte le tendenze occidentali. E così, accanto a gruppi metal, hardcore, punk, rock – ancora piuttosto immaturi e palesemente influenzati dai loro modelli americani ed europei – nascono anche act come questo, che cominciano a muovere i primi passi in territori musicali meno popolari. Manca innovazione, manca personalità, ma in fondo quando il post-rock cominciava a muoversi qui nel vecchio occidente, laggiù comprare una chitarra era un privilegio di pochi.
Disco oggettivamente inutile ma molto importante se inserito nel contesto social-musicale di provenienza, contesto che si spera capace, in futuro, di eguagliare se non superare in originalità e produttività quello del vicino Giappone.

After playing music for several years, they realized that their music is too alternative to please most people.
“Even if we released a CD, our audience base is too small for us to make money out of it. Taking piracy into consideration, the scene is even more scary, isn’t it?”
Like many other bands in Shanghai, fame or fortune are not their primary concern.
“As long as we can play music, everything is fine.”