Django – Demo 2006/2007

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Ha buon gusto Django, lo intuiamo da quello che ascolta e che cita tra le cosiddette influenze, ma ne è un dato sufficiente la musica che ha confezionato per questo suo primo demo questo giovane cantautore proveniente da Civitavecchia, dove è nato 24 primavere orsono. Il suo nome d’arte è verosimilmente un tributo prestato alla memoria del buon Reinhardt, ma è da tutt’altra parte che bisogna volgere lo sguardo per circoscriverne il recinto sonoro, un folk pop piuttosto melodico ed intimista, tra fingerpicking ariosi e saltellanti ed un pianoforte che distilla piccole gocce di malinconia, tra i Mojave 3 più soffici o quel Neil Lannon di cui vi parlammo poche settimane or sono, l’immancabile fantasma di Elliott Smith e il caloroso broncio dei Kings Of Convenience. Detto che tale ambito stilistico soffre di un sovraffollamento che non ne facilità certo l’impatto, occorre aggiungere che il ragazzo ha buona fantasia e distinto senso della melodia, del saliscendi emotivo e dell’arrangiamento e; brani come “Balloon”, la languida “Bed Song” e la nostalgia ad 8 bit di “Wonder Boy” sono brillanti episodi che un esordiente non dovrebbe certo tralasciare come vecchi cimeli e che ci auguriamo possa tornare ad interpretare in altro e più accurato contesto. I limiti sono per ora una pronuncia dell’inglese leggermente approssimativa e un approccio vocale non sempre pertinente( la sua voce sottile cede sui toni bassi in un paio di situazioni…) e poco incisivo (ad esempio in “Bed Songs” il canto limita davvero la riuscita del pezzo,ineccepibile nelle armonie), ma a patto che voglia fare del tutto i conti con la propria identità musicale, le basi per una feconda attività artistica ci sono tutte senza ombra di dubbio. Attenderemo novità.

Ascolti e Info:
myspace.com/django82