Flavia Ferretti – Fuoco Veloce

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Faccia languida in primo piano, una figura a braccia aperte con chitarra appesa, frangetta fashion, giacchetta di pelle nera e uno pensa: Eccoti un’altra donnina in preda a regressioni adolescenziali a cui è stato suggerito di dare voce alle pagine del diario segreto dimostrando che i soldi di papà per imparare a suonare non sono stati buttati.
Poi arriva il momento di concederle il beneficio del dubbio e nell’istante in cui ti ci trovi a fare i conti prendi atto di aver tratto considerazioni affrettate, oltre che errate.
Ascoltandola si intende subito che stavolta non si tratta di pruriti derivati dalla visione di qualche svilente talent-show e neanche di capricci per risultare artisti a tutti i costi. La cantautrice in questione non è alle prime armi e con questa prima uscita discografica ha tutto il diritto di andarsene in giro a dire che è una musicista.
Il rock c’è, ed anche un tantino prepotente, il folk pure, mai mediocre ma al contrario sufficientemente ispirato e sapientemente elaborato.
Anche l’estensione c’è e spesso la sfrutta per giocare con la sua sensualità, destreggiandosi dignitosamente tra soluzioni distorte e beat melanconici, lasciando intravedere qualche sbirciatina ad esempi internazionali, ma riuscendo sempre a tenere alto interesse e coinvolgimento. Su tutte la title track “Fuoco Veloce”, “Gira Intorno” (con Giovanardi dei La Crus) e “No Good” risulteranno gli episodi più convincenti per quegli addetti ai lavori che troppo spesso si fanno fregare dalla fretta. E certo non si urlerà al miracolo ma perlomeno non ci si pentirà di averle concesso la dovuta attenzione.