Il Teatro degli Orrori – Dell'Impero delle tenebre

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C’è un nome oscuro che si aggira da qualche tempo a questa parte fra siti, locali e localacci d’Italia: gettata la maschera, i protagonisti del Teatro degli Orrori hanno il volto per tre quarti di attuali (Capovilla, Valente) o ex ( Giulio Favero) componenti dei One Dimensional Man e per uno soltanto quello di Gionata Mirai, chitarra e voce dei Super Elastic Bubble Plastic, musicisti che hanno rinunciato a quel poco di visibilità faticosamente guadagnata, per poter tornare a commentare il mondo da un angolo buio. La dimensione teatrale nasce da un improbabile incontro fra l’anglofono Capovilla e quella brutta bestia dell’Italiano, che gli toglie in cantabilità esattamente quanto gli dona in liricità, perché il Pierpaolo sui testi ci “sputa il sangue”: può giocare con citazioni alte e basse, musicali e letterarie, scrivere i monologhi per una propria, tragicomica Scena Madre.”La prossima volta lo giuro mi faccio Prete” urla ad un certo punto, e francamente non è difficile immaginarselo su un pulpito, vista la facilità con cui vomita ingiurie e giudizi universali. I tre chierichetti, da par loro, si piegano sui rispettivi strumenti per disegnargli tutt’intorno uno scenario da apocalisse, ma per tanto che provino a fare i Jesus Lizard o i Melvins di turno non riescono a nascondere la loro grossezza da power trio, forse uno dei più compatti e potenti che si siano mai visti dalle nostre parti. Questo Impero delle Tenebre assomiglia per forma, colori e odori alla scena alternative italiana: oscura, decadente, forse inesistente, comunque decisa a godersi alla grande la sua crisi di inizio secolo!