Baby in Blu

  • Rocklab: Ciao ragazzi e benvenuti! Cominciamo in modo classico con una bella presentazione del gruppo…
  • Baby Blue: Siamo nati alla fine del 2004 e da allora la formazione è rimasta stabile, ovvero: Serena alla voce, Mirko alla chitarra e alla voce, Duccio al basso e Graziano alla batteria. Dopo aver registrato un paio di demo, la partecipazione a vari concorsi ci ha valso la possibilità di suonare, la scorsa estate, sul second stage dell’Heineken Jammin’ Festival, al Festival MI AMI organizzato da Rockit, e sullo Psycho Stage dell’Arezzo Wave. In seguito a quest’ultima esibizione ci è stato assegnato il premio Fondazione Arezzo Wave Italia come miglior gruppo del 2006, grazie al quale siamo stati in grado di registrare e produrre questo EP. Abbiamo poi partecipato al Lucky Brand Jeans Tour organizzato dalla Komart, che ci ha portato a suonare in giro per l’Italia su palchi molto prestigiosi e che si concluderà con una data al Rolling Stone di Milano. Infine due settimane fa siamo andati a suonare a Bilbao per il concorso europeo “Bilbo-Rock”.
  • R: Non siete insieme da tantissimo tempo eppure avete già diversi traguardi raggiunti, non ultima la partecipazione ad Arezzo Wave. Come ricordate questa esperienza?
  • B: L’esperienza ad Arezzo è stata bellissima. Fra i ragazzi dell’organizzazione c’è professionalità, entusiasmo e un’atmosfera assolutamente rilassata, il che è molto importante per un gruppo che deve salire sul palco. Inoltre allo Psycho Stage, il palco sul quale ci siamo esibiti noi, il pubblico era particolarmente attento.
  • R: Siete da poco usciti con un ep che vi ha portato a lavorare con Paolo Benvegnù. Com’è stato lavorare con lui?
  • B: Conosciamo Paolo da un po’ di tempo, e da queste parti è ormai diventato un punto di riferimento per i gruppi emergenti, sia perché umanamente se ne trovano pochi come lui, sia perché mette sempre il massimo dell’impegno in quello che fa. Ha trattato la nostra musica come una cosa molto preziosa, e per questo lavorandoci insieme ci siamo sentiti assolutamente a nostro agio e liberi di esprimere le nostre idee a tutti i livelli, dalla fase di pre-produzione a quella del missaggio.
  • R: Da cosa prendete spunto per i testi e per le musiche delle vostre canzoni? Ice cream ed Alligator ad esempio sono le composizioni che mi hanno intrigato di più…
  • B: Siamo influenzati da tutto quello che ci circonda e da tutto quello che ascoltiamo; a volte i pezzi nascono da idee concettuali, a volte da idee musicali, a volte da una frase. L’iter è ogni volta diverso e non ci sono regole né punti di partenza distinguibili, sia per quanto riguarda il testo che per la musica. Ice Cream è un pezzo influenzato da un film ed anche una specie di collage di idee; di conseguenza ha avuto, prima di nascere nella forma in cui è ora, un tempo di gestazione molto lungo. Alligator invece è un’idea più concentrata e classica, ed è stata scritta tutta quanta in cinque minuti.
  • R: Ho notato una certa inclinazione verso la musica dei Velvet Underground. Ci sono altri artisti che ispirano la vostra musica?
  • B: I Velvet Underground sono per svariati motivi una delle fonti principali di quello che facciamo, ma le nostre influenze sono innumerevoli; in generale cerchiamo sempre di risalire alle origini di quello che ascoltiamo, di scoprire quali sono le influenze degli artisti che ci influenzano. Finiamo così per ascoltare moltissima musica del passato, come i classici dagli anni ’20 ai ’50, il blues e il folk delle origini, il vecchio jazz, il primo rock’n roll e tutti i grandi degli anni ’60 (Hendrix, Bob Dylan, Beatles, Captain Beefheart, Stooges, Rolling Stones, i primi Pink Floyd, Otis Redding, James Brown…). Per quanto riguarda tempi più recenti possiamo citare la new wave degli anni ’70 (non per le sonorità ma per la voglia di sperimentare), Tow Waits, i Violent Femmes, i Pixies, PJ Harvey, Nick Cave, White Stripes e Jon Spencer.
  • R: Cosa pensate della situazione artistico musicale di una città come Prato?
  • B: Ultimamente nella nostra zona sono nati un sacco di gruppi interessanti; anzi, forse al momento, anche se non sappiamo bene perché, questa è una delle zone più prolifiche e qualitativamente interessanti in Italia. Per questo stiamo cercando di unire le forze, ed un primo passo è stato fatto con la creazione della TRYDOG LAB , un’associazione culturale fondata dalle band stesse allo scopo di collaborare attivamente, della quale per ora fanno parte, oltre a noi: Dilatazione, Samuel Katarro, Murièl, Soloincasa e Paolo Benvegnù. Oltre a questi gruppi ammiriamo molto i !Viva Muerte Candita! di Pistoia, i Piet Mondrian di San Miniato e i Tribuna Ludu di Firenze.
  • R: Quali sono i vostri progetti per il futuro? Un full lenght album è per caso in cantiere?
  • B: Di pezzi ne abbiamo già in abbondanza per fare un disco, e al momento stiamo cercando un’etichetta che ce lo produca. In ogni caso avremmo intenzione di iniziare a registrare entro la fine dell’anno.
  • R: Bene ragazzi, se non è emerso qualcosa che avreste voluto dire questo è lo spazio giusto. Intanto io vi saluto!Alla prossima!
  • B: 9. Vi lasciamo un po’di links:
    www.baby-blue.it
    myspace.com/babyblue2004
    myspace.com/trydog