Il tORQUEMADA – Tales From The Bottle

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In copertina una bottiglia che finisce nel cestino. Vuota. Potrebbe essere questo il paragone: musica potente e divertente come una bella sbronza in corso. Oppure. Oppure una macchina lanciata a folle velocità, che sbanda a destra e a manca, la guida è imprecisa ma l’effetto è assicurato. La velocità è un elemento distintivo del trio bergamasco: tirate alla Fu Manchu e ruvidezze alla Shellac. Ma anche tanto altro: Pussy Galore, Fugazi, Motorhead, Mudhoney, Melvins. Gente che non scrive canzonette leggere leggere, anzi. E i tORQUEMADA hanno imparato bene la lezione, e in fretta. Potenza, volumi alti e sincerità. La sincerità di un vero grido senza fronzoli, di una distorsione un po’ tamarra ma che ti fa alzare in piedi. Poca testa, forse, ma muscoli e tanto stomaco. Già It’s going lo dimostra, una partenza con sgommata e gomme che fumano. Da lì segue una cascata di garage, hard blues, rock’n’roll, stoner, in un mix esplosivo in 35 minuti.
Non solo influenze straniere, dietro le canzoni si sente la possibile vicinanza di gruppi nostrani di altissimo livello come Redworms’ Farm e One Dimensional Man.
Come si diceva, qualche sbandata di troppo, qualcosa da correggere, qualche piccola ingenuità, ma bisogna dirlo: un esordio di tutto rispetto.