Robert Lockwood jr. – I Got to Find Me a Woman

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A parte l’indistruttibile e inossidabile Pinetop Perkins (1913) Robert Lockwood jr. ( classe 1915)è probabilmente il bluesman più anziano in attività. E’ stato amico e allievo di Robert Johnson e forse anche qualche cosa di più: Sua madre è stata amante del grande bluesman del delta e sembra che l’omonimia non sia solo un caso, questo almeno è ciò che dice la leggenda: Le cronache riportano però che suo padre era un predicatore. Quale sia la verità forse non la sa nemmeno lo stesso Lockwood, sta di fatto che fu proprio Johnson ad insegnargli i primi rudimenti della chitarra blues e che egli ha sempre avuto una stima smisurata per il suo maestro. Attraverso la sua vita si può ripercorrere quasi tutta la storia del blues; egli ha suonato con tutti i più grandi di ogni epoca ed è uno dei musicisti più completi che la musica del diavolo abbia mai avuto. Tanto per farvi capire con chi abbiamo a che fare faccio qualche nome: Negli anni ’40 era ospite fisso del “King Biscuit time “ di Sonny Boy Williamson I, in seguito dopo essersi trasferito a Chicago ha suonato per tutti i ’50 è stato uno dei sessionman più ricercato della Windy city. Il suo nome appare a fianco di quelli di Muddy Waters, Howlin Wolf, Little Walter, Bo Didley, Tampa Red, Willie Dixon, Johnny Shines, Elmore James, Jimmy Rogers, Ronnie Earl, Roosevelt Sykes, Sonny Boy Williamson II tanto per citare solo i più conosciuti. Insomma non c’è stato nessuno tra i bluesmen più grandi che non lo abbia voluto nella sua band. Purtroppo il buon Robert è sempre stato poco incline alla carriera solista infatti i suoi dischi sono relativamente pochi e iniziano a comparire con frequenza solo nell’ultimo ventennio. Quello che ci accingiamo ora recensire è sicuramente uno dei suoi lavori meglio riusciti in cui il nostro si cimenta oltre che alla slide e alla elettrica normale alla 12 string guitar suo vero grande amore. Strumento del quale è indubbio maestro. Per l’occasione a fargli compagnia ci sono in veste di ospiti BB King e Joe Louis Walker. Il primo brano proposto è “Walkin Blues” un classico di Robert Johnson. Lockwood ci si cimenta in solitudine alla slide elettrica interpretando alla grande il capolavoro del suo maestro. Ma gli omaggi al più grande dei bluesman non finiscono certamente qui: è infatti ora il turno di “Take a Little Walk With Me”, questa canzone scritta dallo stesso Lockwood non è altro che una versione riadattata di “Sweet Home Chicago”. Ad accompagnarlo in questo brano ci sono tra gli altri Joe Louis WalKer alla 6 corde e Wallace Coleman all’armonica mentre il nostro si cimenta alla 12 string. Versione molto bella e calda in splendido Chicago Style. Per avere un saggio della tecnica chitarrista del vecchio bluesman basta ascoltare la successiva “Little Boy Blue”. La slide elettrica da lui suonata brilla per precisione e tocco sopraffino sullo stile Delta classico insegnatogli da Johnson. Da antologia poi l’esecuzione di “ Feel Like Blowing my Horn”, la canzone di Roosvel Sykes è interpretata in modo magistrale da Lockwood alla 12 string elettrica accompagnato solo da Walker alla 6 corde; le due chitarre duettano e si inseguono alla grande riportandoci con la mente elle umide paludi del delta; grandissima anche la prova vocale del nostro che interpreta il brano con passione e coinvolgimento totale, sempre in bilico tra il lamento e il talking. La title track vede la partecipazione di BB King alla solista mentre Robert suona la 12 ritmica. Un brano dal sapore soul , uno di quelli che ha reso grande Albert King per intenderci. Grazie all’uso di piano e sax tenore. A dir poco straripante la prova di BB King. Ancora Roosevelt Sikes per “ She’s Little and she’s Low”: qui ritroviamo Lockwood solo con la sua 12 corde anche se sembra ccompagnata da almeno 2 ritmiche tanta è la sua abilità nel saper riempire la canzone. “ Big Leggend Woman” si avvale del supporto della band, ancora Chicago style per un blues classico tutto chitarra e armonica.. Il disco va avanti su queste coordinate: ad un brano in solitaria ne segue uno con la band per cui ora è il momento di ritrovare il vecchio leone del Delta con la sua fida 12 corde cimentarsi in “Lockwood’s Boogie”: uno strumentale che sa più di prova di bravura di Robert che altro ma vista la performance possiamo concedergli anche questo; inoltre è bello apprezzare la sua grande abilità nell’uso della corda bassa. Dopo questa divagazione strumentale Lockwood si cimenta con un brano jazzato intitolato “ My Daily Wish”, la parte del leone in questa song la recitano il sax tenore e l’armonica che duettano e duellano alla grande.”How Long” è un vecchio brano di Leroy Carr, per l’occasione ritorna la chitarra di Joe Louis Walker che divide la scena con quella del leader; è interessante notare come le due axe prendano ciascuna un canale, il destro per Lockwood il sinistro per Walker mentre l’armonica di Coleman contrappunta la voce. Grande brano. Si prosegue con l’ultimo omaggio al maestro Robert Johnson: questa volta Lockwood si cimenta in solitaria con la 6 corde elettrica. Ancora una versione mozzafiato che fa capire bene la differenza enorme che esiste tra chi la storia l’ha vissuta e chi l’ha studiata: si sente chiaro come egli senta come sua questa musica mettendo anche in mostra un bellissimo falsetto per imitare la voce acuta del vecchio maestro. Un omaggio anche per BB King con “ Everyday i Have the Blues” mentre il disco di chiude con lo stesso BB che accompagna Robert in “Bob and B.” Solito schema sonoro usato in precedenza con la divisione equa dei canali; il brano è uno strumentale di oltre 5 minuti che mette in evidenza la grande maestria dei due. Ultima canzone del disco è “For You my Love” in cui si respira ancora aria di casa Stax. Un disco vario e bello che ci permette di conoscere una vera leggenda vivente, un musicista che attraverso quasi 70 anni di attività ha visto compiersi l’evoluzione musicale dall’interno e ha partecipato ad essa in prima persona. Questo album ci offre inoltre la possibilità di apprezzare uno strumento affascinante come la chitarra a 12 corde suonata da quello che è forse uno dei suoi più grandi interpreti. Un disco per conoscere e non dimenticare, 14 brani in cui si sente vivo come non mai lo spirito del Delta.