Mariposa – Best Company

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I Mariposa suonano, i Mariposa giocano. Torna una delle formazioni più eclettiche del panorama nostrano. E torna con un album contenente le cover fatte dal gruppo in nove anni di attività. Un modo in più per lavorare con i suoni, con i riferimenti, con le voci, con le melodie, per mettere in luce quella che loro stessi chiamano “musica componibile”. Otto cover più un pezzo firmato Mariposa (Il mostro e l’aerosol), dieci tracce sospese sul classico filo tra pazzia e genialità, tra classe e delizioso senso del ridicolo. Aprono con i Beatles trasportati in una festa di compleanno delle elementari, e la versione di Ob-la-di, ob-la-da del “settimino componibile” è assai meglio dell’originale (ma lasciatemelo dire, non ci voleva poi molto). Altri grandi della musica vengono scomodati e buttati nel colorato mondo: i King Crimson di Sex, sleep, eat, drink, dream, i grandi nomi cantautorali quali Jannacci (Si vede), Giorgio Gaber (Un’idea) e Fabrizio De André (Monti di mola), i più recenti Afterhours con la superhit Male di miele, cantata da una bambina (infatti già presente sella compilation ‘Lo zecchino d’oro dell’underground’), che purtroppo è forse il pezzo meno riuscito. Tante cover che negli anni sono state fatte per svariati progetti, per i più disparati motivi, ma uno principalmente: giocare. Il tutto, come già detto e come ci si poteva aspettare, è in classico stile Mariposa, forse manca una visione globale, ma non è un problema vista la natura di questa uscita. Anche perché qui si parla sempre di un gruppo che fa storia a sé, ed è ancora più bello goderselo dal vivo.