Dirty Trainload – Rising Rust

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Il blues, quello sudicio e avvinazzato, quello che ti si pianta nelle ossa e ti trasforma in un rozzo e sgraziato bandito, quello che puzza di litri di Jack Daniel’s consumati attraversando gli States On The Road, quello che fa l’inchino a Hooker ed Hazlewood e bacia la mano alla Fat Possum, quello che si lascia violentare dal rock, afferrando il braccio di Jon Spencer e impregnandosi del sudore di Iggy Pop.
Questo il blues di Rising Rust, che non viaggia sulle rive del Mississippi ma tra il Tacco e la Capitale, attraverso le voci distorte (Marco Del Noce) e le corde affilate (Bob Cillo) di un grezzo nu blooz duo fatto di ruggine e pick up abbandonati nel parcheggio della nostra memoria.
Di questo ci parlano, e lo fanno in breve sì ma dannatamente bene, con la cazzutaggine propria di chi scardina il blues da oltre 20 anni e con Magistrali in cabina (his home) a fare i conti con rudezza e sensualità.
Certo è, che più materiale firmato Dirty Trainload sarebbe servito ad incrementare la levatura del progetto e a marchiare a fuoco l’identità di questi due american-wannabe, ma per adesso preferiamo accontentarci di queste nove tracce, sicuri che la prossima vagonata sarà ancora più egregiamente zozza.