Justin Currie – What Is Love For

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A distanza di cinque anni dall’ultimo album dei Del Amitri, Justin Currie, cantante, bassista e leader della band scozzese, pubblica il suo debutto solista dal titolo programmatico: ‘What Is Love For’.
Justin Currie ha una dote davvero rara: riuscire a parlare di temi scontati e ipersfruttati, riuscendo a offrire immagini e sensazioni tanto personali quanto condivisibili. L’amore come motore del vivere non è certo un tema originale, ma lo è la capacità di cogliere in esso l’artefice principale delle nostre, in quanto essere umani, incongruenze maggiori. Un disco che offre il punto di vista maschile senza troppi filtri o ipocrisie, riuscendo a non cadere nei luoghi comuni dal punto di vista dei testi. “I’m still in love… with nothing but myself” canta Justin Currie, con voce contrita e al tempo sicura di sé, mentre gli accordi di piano accompagnano una sezione d’archi lasciata in distanza.
E’ un disco melanconico e aspro, come il suono del sax che domina “Something In That Mess”, dominato dalla voce di Currie che riesce a trasmettere tutte le sfumature delle parole che compongono i suoi testi a cui va il merito di spogliare della loro patina pop canzoni come “If I Ever Loved You” magnificamente egoista e misogina nel contenuto: “But if I ever loved you shouldn’t I be crying, Shouldn’t I be cracking up, And drinking all the time? Yeah, if I ever loved you how come I feel alright How come the nights are so easy And the mornings look so bright?”
L’amore per l’America, unito al profondo attaccamento per la tradizione inglese, permette a Justin Currie di giocare con i suoni dando un nuovo vestito a pop song come “Gold Dust” o “Not So Sentimental Now” e lasciando a “No Surrender” il compito di mantenere viva quella sottile verve polemica che accompagnava in passato canzoni come “Jesus Saves” o “Nothing Ever Happens”.

in collaborazione con www.ilpopolodelblues.com