Cristina Donà – La Quinta Stagione

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‘La Quinta Stagione’ si apre con Settembre, la voce attacca nel quasi silenzio di un suono naturalistico e ci strappa al tempo del nostro quotidiano per dare subito un peso differente alle parole, alle cose. E’ un aprirsi letteralmente alla scoperta della verità e della bellezza. Difficile stare dentro o fuori dalle canzoni, resistere all’abbraccio della voce, ai rimandi delle parole; certo, bisognerebbe resistere, fermarsi, analizzare le scelte stilistiche, polemizzare su un qualsivoglia particolare… ma poi ci si chiede: perché? Perché farlo se al termine di questi tormenti si realizza subito, senza attese, che quest’assenza di lucidità non può far male. Perché si sa già che fine faranno queste canzoni di Cristina Donà: dopo aver attraversato le nostre stanze voleranno sopra le strade, sfioreranno innumerevoli pelli, e torneranno nella sua bocca, sulle labbra, e da lì giungeranno ancora a noi. C’è davvero da scandalizzarsi se per una volta ci si dimentica di… tutto? Difficile descrivere la serenità, anzi, come Cristina dice “difficile da raccontare”. Eppure lei ci riesce, non è la prima volta, certo, ma sarà il tempo trascorso o la confusione frenetica che inquieta l’ascoltatore odierno, eppure mi mancava sentire quel respiro sul microfono, quella capacità di parlare dell’amore e di farlo vivere a chi ascolta. Mi mancava il ritratto sintetico e semplice di un brivido, un bacio, un’impressione. E più passano i minuti più capisco che non sbaglio se mi emoziono, e non tradisco nessuno se confesso che recensire in modo “ufficiale” certi dischi equivale quasi a ucciderli con le parole. Non desidero coprire queste canzoni di significati, preferisco, anzi necessito, di lasciarle libere. Mi accontento di sottolineare solo che queste sono note di vita, e come tali vanno vissute, perché Cristina ancora una volta va oltre, lontano da questo pianeta, staccata dai limiti e dalle costrizioni della canzone corrente per approdare nel suo mondo espressivo (cresciuto senza sosta negli anni), e non pare nemmeno di star ascoltando un prodotto discografico: questa è dedizione, sincerità, esperienza colata. E dice bene quando ci canta che “la verità e la bellezza non fanno rumore”. A volte, per fortuna, fanno musica.