Sabo – 8 Saisons à L’Ombre

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Il bello di queste “otto stagioni all’ombra” dei francesi Sabo sta nei contrasti: a scapito del titolo, infatti, questo disco vive di continue simmetrie e illusioni ottiche in cui si confrontano e diventano le due metà della stessa figura oscurità e luce, piogge da film noir e caldi soli costieri.
Anche la musica stessa ha due facce che vanno a comporre la stessa medaglia in un bell’equilibrio tra curate chitarre, minimalismo strumentale e andatura scanzonata della voce (rigorosamente tutto in francese). Dopo alcuni buoni episodi il disco vede i suoi momenti migliori iniziare con la quinta canzone, la splendida “La ultima volta (che ho visto la mia nonna viva)”, strumentale perla malinconica condita da ariosi giri di chitarra e da sonorità vintage da film poliziesco italiano anni settanta. È proprio spostandosi verso atmosfere più cinematografiche che ‘8 Saisons a L’Ombre’ decolla dimostrando le ottime idee e l’elegante e semplice sensibilità di questo promettente trio.
Un album delizioso, da degustare con la stessa calma delle sue note pacate e dei suoi preziosi momenti. Un disco legato al passato nelle scelte stilistiche ma facile da inserire tra quei lavori tra folk e colonna sonora che sembrano caratterizzare alcuni tra i migliori cd degli ultimi anni.