My Awesome Mixtape – My Lonely And Sad Waterloo

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Una cena con amici è l’occasione di fare una bella chiacchierata. L’argomento cade su ‘My lonely and sad Waterloo’, opera prima dei giovanissimi My Awesome Mixtape. Ottimo argomento di discussione per la verità, perché c’è parecchia carne sul fuoco, ma la maggior parte non è di carattere musicale. Già perché i Mam sono stati tra i gruppi più chiacchierati del 2007, stra-nominati dappertutto nella rete (blog, webzine, myspace), noti ancora prima che uscisse il primo disco. Tante cose dette, tante da dire. Da che si parte allora?
“Sono l’emblema dell’indie sfiga, quella sfiga tutta caramellosa, innocente, da cameretta, loser ma con stile, innocua. Il decreto è: a morte!” Dice a gran voce quello a capotavola incrociando le braccia e sedendosi di colpo. Per lui la discussione potrebbe essere già conclusa.
“Mah. dal vivo non sono male, molto beirut-iani, molto meglio dei pezzi presenti su myspace, però sono le canzoni a non essere un granché” chiosa quello alla mia sinistra, prima di rituffarsi nelle sue linguine al pesto.
“Sapete qual è il problema? È che la cosiddetta scena indie italiana oramai si beve di tutto, si pubblicano solo amici o gente di cui si parla bene nel giro a prescindere da quello che fanno, si legittimano cagate, non si ha gusto! Poi appunto arriva la scena dell’indie sfiga, che basta che hai la pettinatura figa e il culo di fuori e pubblichi un disco, se poi c’hai l’amico puoi ruttare sul microfono che sei bravissimo e un sacco intimo!”
La bottiglia fa plop. L’improvvisato sommelier si ferma per dire la sua: “Esatto. Ti do ragione con tute le mie budella etilizzate. È un clima asfittico e nauseante, e la meritocrazia va via via scemando con gli anni in favore di piccoli-grandi centrucoli di potere basati sulle conoscenze e gli hype underground. Ricordo ancora quella serata che vidi i My Awesome dalle mie parti, fu la prima volta in una vita di concerti che incontrai la gente nell’area fumatori del locale mentre stava bestemmiando turco per aver pagato l’esiguo biglietto, schifata nell’anima da quello che avevano visto e sentito. Ma non era infastidita e dedita ai soliti sfottò tipo che gruppetto del cazzo / non sanno suonare / solita roba ecc. ecc.… No, quelli lì portavano la morte nel cuore, era un dolore che veniva da dentro, erano bestemmioni sommessi, un senso di sfiducia e nichilismo totale nei confronti della musica e del mondo. era vero dolore, incredula sofferenza.”
“Scusate la polemica ma mi vengono in mente al momento due gruppi osannati dalla rete in casi simili a questi: gli Arctic Monkeys e gli Offlaga Disco Pax. Casi in cui la quantità di parole pronunciate a favore del gruppo ha di gran lunga superato il livello di qualità dei lavori prodotti. E i Mam forse potrebbero purtroppo avere le carte in regola per entrare nel trio.”
Agitando il bicchiere: “Al di là di discografici, di gusti personali (e ci mancherebbe) è innegabile che certa musica gira per passaparola e consiglio più che per meriti artistici.”
Un altro posa la forchetta e ribatte pacato: “Meriti artistici? Ok, basiamoci solo di quelli visto che è di musica che si tratta. Perché se davvero bisogna solamente prendere il disco come davvero è, beh, allora si è in quei casi in cui non c’è molto da dire se non che sono molto giovani, si faranno. Sì perché se nella confusione di idee c’è qualcosa di carino, qualche spunto qua e là interessante, il resto dà l’impressione di un lavoro incompiuto e a tratti anche noioso. Se ne è parlato troppo. Sono giovani, si faranno. Si spera. Ora passami il dolce e metti su i Disco Drive.”
Scritta con la collaborazione di Riccardo Zamboni, Giorgio Pace e Daniele Guasco