Intervista a My Awesome Mixtape: Tristezza e solitudine nella Waterloo dei geek

  • R: Prime tre band che vi vengono in mente e che apprezzate maggiormente in Italia?
  • M: Le Luci Della Centrale Elettrica, progetto cantauturale che dipinge il ferrarese e la sua provincia. Le Man Avec Les Lunettes, due debosciati che adesso sono diventati sei per tentare di riscattare un minimo di dignità, ma loro due rimangono sempre dei scapestrati, scappati di casa… no ovviamente scherzo… una delle migliori indiepop band italiane, con un insieme vocale davvero invidiabile.
    Fake P, visti dal vivo una volta… e me ne sono innamorato. Roba insospettabile nei background musicali? Io ho avuto un passato nu-metallaro… si può dire!?!
  • R: Musica a parte: cosa combini nella vita?
  • M: In teoria starei ancora pagando le tasse universitarie per filosofia… ma non è che sia presissimo… diciamo che mi diletto ai fornelli, amo moltissimo cucinare, e ho lavorato come cuoco.
  • R: A parte il nocciolo duro della band, ho notato che spesso nei live potete vantare featuring vari, mi viene in mente Luca dei A Classic Education ad esempio: preparativi per un allargamento della band?
  • M: Come dicevo primo quello su cui si vuole puntare è proprio la dimensione live… ora come ora la formazione ha subito una definitiva mutazione e si è conchiusa a sei persone: una tromba, un basso, un violino, una chitarra, una tastiera e una voce.
  • R: Finalmente è uscito da poco ‘My Lonely And Sad Waterloo’: cosa puoi raccontarmi in merito?
  • M: Il disco è uscito il sette settembre, è il primo full length ed è un concept sulle sconfitte sentimentali dal titolo ‘My Lonely And Sad Waterloo’… un disco dalle atmosfere piuttosto oscure e malinconiche a discapito di tutte le persone che ci additavano di essere troppo
    allegri…
  • R: Personalmente, specie dopo avervi visti dal vivo ed avere apprezzato davvero molto la bontà della vostra musica anche su album, mi sono fatto delle risate a pensare a tali dicerie, perché se anche fossero vere le illazioni circa le conoscenze, siete indubbiamente bravi, suonate bene, avete melodie forti e proponete uno show dal vivo molto coinvolgente. Tutto questo preambolo per chiedervi: credete sia importante nel panorama indiependente nazionale riuscire a permanere sempre in una condizione di outsider per riuscire ad attirare le attenzioni su di se senza sembrare “aiutati”?
  • M: Io penso che la massima aspirazione di un gruppo Pop, quale My Awesome Mixtape è… è quella di far conoscere la propria musica e il concept che c’è dietro quella, al maggior numero di persone possibile. E’ più che normale che esista gente che possa pensare che io sia un “aiutato” o un “immanicato” unica cosa che posso fare, è non curarmene e continuare a fare quello che solitamente faccio, suonare, far conoscere la mia musica ad un pubblico, etc etc.
    Per quanto riguarda la scena indipendente nazionale… qui apri davvero un discorso molto più generale per non dire eterno; io non reputo My Awesome Mixtape un progetto strettamente “indie”, quindi non si pone neanche il problema di rimanere outsider.
  • R: Credo di non essere io a dirvelo per primo, ma diciamo che nell’ entourage dell’indie nostrano siete uno dei nomi al momento più chiacchierati, sia nel bene, sia nel male: c’è chi attribuisce per esempio il vostro apprezzamento da parte della critica al fatto che siete uno
    stereotipo di hype studiato a tavolino ( cosa alla quale mi dissocio) e che le vostre amicizie siano state molto importanti a livello di marketing.
  • M: Buh sì, è assolutamente un dato di fatto constatare che un sacco di gente abbia accusato i MaM di avere un sacco di facilitazioni grazie alla mia parentela con uno dei Settlefish (ho anche visto scritto commenti di persone che pensavano fossi fratello di tutti e cinque i
    Settlesh), un altro indubbio dato di fatto è sostenere che queste persone sono davvero libere di pensare come meglio credono… ed è stata innegabilmente una fortuna crescere nell’ambiente in cui sono cresciuto, e conoscere le persone che ho conosciuto… un appunto che però forse non tutti prendono in considerazione è che in questo ambiente mi ci sono mosso da solo, e queste persone le ho conosciute da me… senza l’aiuto da parte di alcun fratello o di alcuna amicizia o parentela.
  • R: E’ impressionante: fate davvero tantissime date in giro, si potrebbe definirvi stakanovisti; quanto è importante per voi l’aspetto live a livello di espressione artistica?
  • M: Trovo che la dimensione live per My Awesome Mixtape sia davvero tutto! sentirci dal vivo è una cosa, sentirci su disco stampato è tutt’altro… se su disco siamo passibili di predominanza elettronica, in concerto la dimensione elettro è davvero in secondo piano… sono gli strumenti cosìdetti ordinari (basso, chitarra) se non addirittura classici (tromba, violino) a farla da padrone… e a mio avviso è molto bello avere due immagini distinte di una stessa realtà.
  • Intervista con Maolo Torreggiani, fondatore e mente di una delle sensazioni piu’ interessanti del circuito italiano:

    Rocklab: Oramai siete una realtà ben nota a livello nazionale, ma non è poi moltissimo che siete in pista: vi va di parlarci un po’ della genesi dei MAM?

  • Maolo: Beh.. a livello nazionale è davvero altisonante… personalmente non penso che My Awesome Mixtape sia già una realtà molto conosciuta, però, indubbiamente, è sicuramente un caso molto raro… il progetto è nato nel dicembre del 2006 quando io [maolo] mi sono messo nella mia cameretta a comporre qualche canzoncina con le due groove box che avevo e qualche organetto vintage, di lì a qualche giorno, dato il dilagare della moda myspace, mi sono detto “perchè non aprire una pagina anche io”… l’ho fatto e il primo gennaio del 2007 i ragazzi di Kirsten’s Postcard mi hanno contattato per chiedermi se volevo far uscire l’ep per la loro netlabel… dopodichè da gennaio un susseguirsi di concerti fino a oggi con l’uscita dell’album e l’inizio del tour per ora italiano.