Erik Friedlander, Roberto Dani – Schio / Duemilaquattro

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto:

La matrice è l’interno. Da qui si evolve, si scopre la capacità d’essere austeri ed emozionanti, maestosi e raccolti, laconici e totalizzanti. Friedlander e Dani, violoncello e batteria: potenzialmente un dialogo vacuo, una velleità… invece una “musica” in grado di spezzare il fiato – di destare sorpresa – e di far immaginare, talmente rigorosa da impressionare, da generare ricordi (risonanze psichiche). Gli accenti si poggiano sul vuoto, sul silenzio spaziale; plasmano deflagrazioni cromatiche, burrasche timbriche, moti frammentari dall’eco atavica (viscerale). E’ un continuum fatto di falle soniche, attraversato da perturbazioni nervose tanto forti da divenire boati. Suoni così intensamente vissuti e forgiati da costituire vera esperienza, condensazione vitale, idioma intrinseco prossimo all’universalità espressiva; tra silenzio, rumore, ritmo (immaginario), pausa… ciò che è costante è la “presenza”, la tensione imperitura del gesto. Friedlander è figura nota in ambito contemporaneo, Dani è percussionista di culto che celebra ogni performance con mistica coercizione. Con “forza piena”. Un artista dell’istante devoto alla profondità acustica in divenire. Assieme, questi due creatori comunicano a sé e al mondo la struggente bellezza del suono nella sua autenticità, andando al di là del “vago e indefinito” jazzistico (ormai insignificante cliché), verso forme uniche. La chiesa di San Francesco, a Schio, riverbera magnificamente la loro ricerca. Commozione e sapienza.