Unsane – Visqueen

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Siamo nel 2007, a cosa serve un disco degli Unsane?
A COSA SERVE?! Ma scherziamo? A parte che se ci mettiamo a parlare di “utilizzo” di un’uscita discografica allora per prima cosa dovremmo bruciare alla Bradbury il 96% di tutti i cd che si trovano sugli scaffali reali e virtuali, inoltre qui stiamo parlando degli Unsane che, va bene, con ‘Blood Run’ hanno fatto un dischetto un po’ inferiore ai loro standard, ma tirare fuori un discorso del tipo “il solito disco degli Unsane – a che serve un disco degli Unsane oggi?” è un’idiozia totale. Serve a: spaccare il culo, a proporci un’altra decina di canzoni ruvidissime e sozzissime divise alla perfezione tra anthem tradizionalissimi riconoscibili dalle prime due note (“This Stops at the River”, “No One”, “Windshield”, tanto per dire) e anthem tradizionalissimi con un tocco di piacevole variatio, riconoscibili dalle prime tre note (“Against the Grain”, la this-is-the-saddest-song “Only Pain”). Un po’ ci avrei da ridire sulla produzione, che rispetto a ‘Blood Run’ è più potente ma riguardo la voce scade, troppo poco grezza e troppo filtrata – io sono abituato a immaginarmi gli schizzi di sangue e sputo che escono dall’ugola di Chris, ecco, l’ho detta. Poi oh, gli Unsane sono più rock del rock e più metal del metal, i sette minuti finali di un loro concerto sono delirio puro, i loro cd sono di una semplicità e di una violenza devastante, mi domando cosa vogliate di più. I passaggi jazz? Il concept sui ristoranti cinesi preferiti da Vincenzo o’batteraio?