Cane Bagnato Party: Un (non)compleanno speciale

La Casa di Alex, Milano: qui si svolge una festa. Una piccola e strana festa, un compleanno particolare: l’etichetta Cane Bagnato festeggia un anno e mezzo di vita. Sì, solitamente le candeline vengono spente allo scoccare dell’anno, questa non è una cosa normale ma nemmeno l’indie label in questione lo è. Anzi, è tutto fuorché normale: speciale direi. Per l’occasione viene presentata la Cane Bagnato Compilation: 16 brani per altrettante band e artisti provenienti da realtà nascenti, interessanti e seminascoste, nazionali e internazionali. Un assaggio proprio nella serata in questione: quattro sono i gruppi pronti ad esibirsi per gli astanti.
I primi due propongono un rock cantautorale e principalmente acustico, fondato su solide canzoni e ottimo songwriting: di Paolo Saporiti, accompagnato da Francesca e il suo violoncello, la bravura non si discute, il suo set però non convince come dovrebbe, forse anche per numerosi problemi tecnici. L’impressione è un po’ quella di una cosa fatta e preparata in fretta: scaletta in parte decisa al momento, poca verve. Peccato perché Paolo è un signor artista. I Green Like July, per me una (più che piacevole) sorpresa, riescono invece ad essere molto più convincenti, sicuramente tra i migliori della serata: di impostazione molto brighteyesiana nei pezzi, il duo (Andrea alla chitarra e voce + Nicola alla chitarra elettrica, banjo e steel guitar a seconda dei pezzi) ha stile e riesce a fare spettacolo grazie anche (o soprattutto) al carisma di Andrea. Sicuramente da risentire presto.
La seconda parte della serata è invece caratterizzata da suoni molto più elettrici e sostenuti: due veri e propri gruppi al completo. I Mauve sono sicuramente il miglior gruppo della festa: assimilano e miscelano sonorità noise, attitudine shoegaze, echi post rock, il tutto con incredibile facilità e in maniera assolutamente intrigante. Sono bravi, molto bravi, il loro concerto è intenso e capace di colpire al cuore con quelle loro distorsioni taglienti e ricercate, peccato per una batteria un po’ troppo piatta. Peccato anche per il trio torinese dei Somewhere Between, l’ultimo del lotto: il loro indie pop punk rock è suonato bene ma ahimé non affonda, il tutto mi sa di già sentito mille molte da mille gruppi. Poco male, la serata è stata comunque un successo, premiata anche dalla presenza di un buon pubblico. Una festa in cui conoscevo davvero poca gente ma in cui mi sono trovato perfettamente a mio agio, come nelle migliori situazioni. Dopotutto un cane vivo è meglio di un leone morto, no?

Foto di Felson

  • Serata così così. molto buoni Green like july, clamorosamente imbarazzanti i somewhere beethoven…vogliamo dire basta alle amiciziette e dare più spazio alla gente seria??

    Luca

  • il nome del gruppo sarebbe "somewhere between" e non "beethoven", concordo sul loro scarsissimo appeal ma trovo piuttosto ridicola questa propensione italica nel vedere giochi di mafia nascosti in ogni angolo: corruzione, nepotismo e giri di soldi sporchi al Canebagnato Party?
    Suvvia…