Subsonica – Terrestre

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Se anche voi siete rimasti fregati dal nuovo singolo dei Subsonica (come me) sappiate che questa recensione si rivolge a quelli che ancora sono salvi.
Difatti se il singolo rappresentava la perfetta evoluzione del suono Subsonica, i restanti pezzi di ‘Terrestre’ suonano a metà strada tra il disperso e lo stantio. Già Corpo a Corpo stende in un paio di minuti l’ombra stanca dei Subsonica: nell’intero album aleggia un forte senso di mancanza d’idee, in alcuni casi è veramente plateale (Alba a quattro corsie in otto lunghissimi minuti riesce a plagiare ‘Amorematico’, mentre Vita d’Altri riesce addirittura a riciclare un testo – vedi Aurora Sogna) in altri a fare bella figura è un patetico copia\incolla (Gasoline sembra pensata dai peggiori Audioslave suonata dagli Asian Dub Fondation più sfiancati e mixata dalla Warp, e forse questo è il difetto maggiore). E se ad un certo punto ci si deve adoperare per recuperare le sonorità reggae del primo album (vedi Salto nel vuoto) la cosa si fa imbarazzante ed evidente. Non mancano alcuni momenti validi (Amantide, un vero tocco di classe) e altri nei quali i Subsonica sembrano centrare il colpo di quel rock/elettronico (L’abitudine), ma in generale non bastano a salvare un album senza alcuna idea che neanche alla fine ha la dignità di risparmiarti una ninna nanna di chitarra acustica, come a voler dire: se abbiamo fatto trenta, facciamo anche trentuno. Contenti loro.