The Jackals – All Grown up inside

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Quell’immaginario di grandi praterie color pastello e il loro manifesto “back to the sixties” – contro i “freddi algoritmi digitali”, dicono- potrebbero tranquillamente terrorizzare i sostenitori del rock progressista e far riaccomodare quelli del rock progressivo. Fortuna che, al momento dei fatti, i Jackals optano per una soluzione sempreverde: la rassicurante line up a quattro, con doppia chitarra in testa e tastiere a parte.
Laddove non può l’originalità, possono i vecchi dettami del rock ‘n’roll: energia, divertimento e una notevole quantità di riff fatti per essere ricordati. Nella loro primogenita autoproduzione i Jackals dichiarano il proprio amore al mondo delle chitarre libere, del “flower power”, di quei settanta che riecheggiavano il blues dei cinquanta e il beat dei sessanta e vedevano affacciarsi dalla lontana Giamaica l’agguerrita accoppiata Marley-Tosh. Da mantra in levare la loro “Get Up Stand Up” si trasforma un inno di barricata quasi metallico, e il pensiero non può ricorrere a Clapton, alla sua versione di “I Shot the sheriff”, al blues che in terra britannica divenne bianco, et cetera…
Un niente di nuovo sotto il sole quasi programmatico, parzialmente sopperito da trovate melodiche interessanti che hanno già conquistato qualche piccolo successo radiotelevisivo: un tempo li si sarebbe bollati come “ anacronistici” ma tutto sommato il nostalgismo generale e i tempi che (ri)corrono potrebbero anche dare ragione a loro.