Bon Iver – For Emma, Forever Ago

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“For Emma, Forever Ago” è un disco sensibile, caldo, fatto con l’anima. E’ un disco che trasuda passione ed emozioni. E’ un disco sincero. La storia di colui che si cela dietro il monicker Bon Iver, Justin Vernon, ai più attenti e informati è ben nota: Justin suona nella band di indie rock DeYarmond Edison, e dopo un paio di dischi attorno ai quali non si fece molto rumore, la band si scioglie. Justin praticamente nello stesso periodo, viene lasciato dalla fidanzata. E quì avviene probabilmente la genesi emotiva di “For Emma, Forever Ago”: un po’ per fuggire dal suo passato, un po’ per necessità isolazioniste, Justin decide di trasferirsi, nel cuore delle boschività, tra le montagne del Wisconsin. Ci passa l’inverno, tra neve, gelo, vita bucolica e musica composta e suonata con la sua chitarra acustica. Accompagnato dal flebile disgelo che probabilmente vorrebbe evocare un timido profumo primaverile, Justin inizia a incidere le sue canzoni, con un semplice e spartano registratore. Ed è tutto assolutamente emozionante.
I pezzi che compongono questo album sono nove, nove vere e proprie canzoni. Canzoni struggenti, che hanno catturato e trattenuto al loro interno tutta la forza di un intero inverno gelido, tutto il dolore di Mr Vernon, tutte le malinconiche nostalgie di ciò che è andato perduto. Il disco è scarno, ridotto ai minimi termini, ma assolutamente completo e corposo. Per quanto il binomio scarno/corposo risulti indubbiamente come un ossimoro, non si può prescindere dalla reale consistenza di questi termini, che sono nei fatti reali propri di questo disco. C’è tutto ciò che ci deve essere, poco, ma plasmato a misura d’uomo, con davvero esili post-produzioni. Oltre alla chitarra e la voce (evocativa, pressochè in falsetto sempre, calda), vi sono alcuni overdubs di voci riverberate, e leggere pulsazioni ritmiche appoggiate quà e là. Niente più. In origine “For Emma, Forever Ago” è stato edito come autoproduzione dallo stesso Bon Iver nell’autunno del 2007, ma la label di gente come Okkervil River, la Jagjaguwar, ha prontamente deciso di pubblicarlo in questa primavera. Secondo me molto più che una felice intuizione.