Mojomatics, The – Don’t Pretend That You Know Me

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Tornano i nostrani Mojomatics con tutto il loro carico di energie speziate rock’n’roll blues punk garage: passando dal calderone alla tavola la ricetta rimane rustica, gustosa e piccante. Si parte con l’aperitivo alcolico di Wait a while, un pezzo lanciato a folle velocità grazie ad una batteria che spinge senza rallentare un secondo. Per l’antipasto i due chef consigliano le atmosfere più country-folk di Miss me when I’m gone (gran pezzo!), impreziosita anche da quell’armonica a bocca, accompagnate da larghe sorsate di melodie sixties di Clean my skins. E poi? Un tris di primi niente male: Askin’ for a better circumstance (più country blues che non si può), la trascinante melodia punk ballabile di You are not me e l’energia sincopata di Complicate my life. Si continua senza essere sazi, nonostante l’inizio tutt’altro che dietetico, magari saltando qualche portata (Stars above, Losin’ time o Down my spine, carine ma nulla più). Una bella bistecca alta tre dita (Kit carson docet) come è She loves invece non si può avanzare. Per chiudere la serata un bel whisky d’annata (Hole in my heart) e un sigaro intenso (Winter got no eyes).
Sono sinceri, genuini e coccuti, sono bravi ma l’impressione è che tutte le loro ottime e semplicissime ricette manchino di quell’ingrediente che le renda davvero davvero speciali. Però io continuerò a cenare qui per le prossime sere.