This Will Destroy You – This Will Destroy You

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Da quell’ep che prometteva benino a nome ‘Young Mountain’ è passato un po’ di tempo: i This Will Destroy You hanno affinato le armi, dilatato i tempi, reso leggermente più coesa e meno derivativa la stesura dei pezzi, ed ecco il full lenght: cinquantuno minuti giocati in territori ormai esploratissimi – il Texas degli Explosions in the Sky, a dirla tutta – con un paio di loop dal sapore glitchy, violoncello, chitarre in feedback sommesso ed e-bow a manetta; la vera novità è che stravolti da un’intuizione geniale cercano come meglio possono di non sfociare in ogni canzone nelle esplosioni strumentali tipiche di un certo post-rock epico come lo misero giù i Mono tanti anni fa. E quindi, oltre le tracce più canoniche come A Three-Legged Workhorse e Threads ecco spuntare innocui tappeti quasi ambient in Villa del Refugio, composizioni soffuse e giocate di fino (The Mighty Rio Grande) su arrangiamenti ormai abusati ma interpretati con una cura degna di nota fino a un finale che sempre più sconfina in territori quasi scandinavi: la rarefazione progressiva e ammaliante di They Move On Tracks of Never-Ending Light ne sarà buon esempio. Non hanno rivoluzionato un bel niente, e questo ce lo aspettavamo. Mancano i momenti vagamenti tribaleggianti di quella There Are Some Remedies Worse Than the Disease che arricchivano l’esordio, ma la messa a fuoco della composizione è probabilmente già un buon traguardo da non sottovalutare. Consigliato a chi ha ancora voglia di tutto questo, o a chi cerca un ottimo disco per addormentarsi la sera. Possibilmente non comprate il vinile che ha la copertina più brutta del millennio: