Alix – GOOd1

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Fa piacere incrociare gli Alix, sia sul palco che nello stereo.
E’ bello incontrare per caso chi, dopo quattro album, con blues stoner e psichedelia non ti fa imprecare contro chi ancora si ostina a rimpastare il passato insultandolo.
Questo ‘Good1’, quinta fatica della band bolognese, è uno di quegli album che pur subendo l’influenza di un sound ormai vecchio tre decenni, non risulta né inutile né imbarazzante, si accomoda pacatamente tra invasati come Stooges e Black Sabbath e si lascia guidare dall’ingegnere (così pare gli piaccia farsi chiamare) Steve Albini in cabina. Ma indipendentemente dall’imprinting offerto dal noto produttore, questi Alix possiedono una naturale inclinazione al buon gusto che, senza troppe forzature, gli ha permesso di fondere le indiscutibili doti individuali dando luce ad un sano e prudente prodotto di rock tutto seventies.
Ottime le chitarre e come già anticipato nel live report, maturi e indovinati gli sciamanici slide-blues, gelida e perfettamente acida la leader indiscussa (sicuramente non le piacerà essere definita come tale) Alice Albertazzi, graziosa l’immagine di copertina della fumettista Francesca Ghermanti (anche se francamente poco adatta a rappresentarne i contenuti) e infine sacrosanta la scelta dell’inglese (Bianco e Nero esclusa). In definitiva un disco da ascoltare e un gruppo da seguire per gusto e bravura, e se nella peggiore delle ipotesi tutto questo non fosse ancora sufficiente, non vi rimane che fidarvi dell’ intuito dell’esimio ingegnere.