Grails – Doomsdayer's Holiday

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Ormai è passato abbastanza tempo da quando i Grails hanno fatto il salto di qualità (con ‘Black Tar Prophecies I, II, III’ il punto di svolta) da non stupirsi più di tanto se al momento di ascoltare la loro nuova fatica ‘Doomsdayer’s Holidayì ci si rende conto di essere di fronte all’ennesimo splendido album.
Pregio della band di Portland è difatti la capacità di riuscire a fare sempre tesoro delle esperienze vissute nei dischi precedenti inserendole in un discorso musicale sempre in divenire. Spuntano così tra i brani di questo nuovo disco le influenze indiane (la bellissima Reincarnation blues), così come le più classiche schitarrate post-rock (Predestination blues) arrivando a inedite e romantiche composizioni vintage quasi morriconiane (The natural man).
A farla da padrone in ‘Doomsdayer’s Holiday’ sono però le oscure atmosfere psichedeliche, i densissimi muri di suono presenti in tutto il disco capaci di ipnotizzare ancora di più l’ascoltatore portandolo in questo tetro ed affascinante paesaggio e di aumentare, se possibile, ancora di più, la spiritualità e la poesia espressa dai Grails.
Resta ben poco da aggiungere su quest’album, è l’ennesimo episodio di quella che si conferma sempre di più come una delle realtà più creative in circolazione, imprigionarli nel post-rock si rivela sempre più riduttivo, quando non totalmente fuori luogo, per un gruppo capace di un simile percorso artistico, di cui ‘Doomsdayer’s Holiday’ è il nuovo passo in avanti, e lasciarselo sfuggire sarebbe imperdonabile.