Fou – Procurarsi Guanxi

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

La cosa più difficile da realizzare e meglio riuscita: i Fou con ‘Procurarsi Guanxi’ sono stati in grado di smuovere le letture del pop italico sbilenco contemporaneo da un campo di definizione troppo spesso autocelebrativo e leggero, verso qualcosa di corporeo, di fisico e di, perchè no, ricercato. La cosa meno difficile forse da realizzare ma peggio riuscita: i testi dei Fou, non hanno il ritornello che chiunque canterebbe sotto la doccia, non tirano in ballo regimi pop-pornocrati, nè tanto meno scomodano il Pasolini di turno. Questi, dopo vari ascolti del disco, e un paio di loro live ai quali ho presenziato, sono gli elementi che maggiormente mi hanno portato a ragionare su questo gruppo in termini di giudizio. Il discorso è: cosa può essere pop e cosa no? Se per pop si intende una manciata di singoli che possa farti compagnia fino alla next sensation, ok i Fou non sono pop, e se nei loro obiettivi vi fosse stato quello, sentenzierei un fallimento di intenti inappellabile. Invece se si vuole considerare la ricerca della melodia e l’elaborazione di scrittura come elementi primari e non prescindibili per la costruzione di un album pop, allora bingo. E’ questo il concetto di fondo che può far innamorare di questo disco. Le forze reali presenti al suo interno sono le strutture, fondate su schemi che tendono a sfuggire da clichè di genere, sequenze chitarristiche figlie di un certo indie rock ’90 (Pavement), infiltrazioni elettroniche e di synth che lambiscono l’elettro-pop, sezione ritmica solida e testi meta/concettuali ma al contempo naif e autoironici che riescono a descrivere le varie sfaccettature della Milano, non solo da bere, in modo intelligente e non scontato.
Il cantato di Tony T e Dj Donut ha respiro comune, un incastro tonale ed espressivo raro. C’è chi tira a mezzo i Baustelle non come termine di paragone, ma come gruppo al quale i Fou mirerebbero, secondo me no. No per i seguenti motivi. 1) Le ambizioni pop dei Fou sono formali semmai, all’interno delle quali però vivono ruvidezze che di popular hanno ben poco. 2) Le scelte di produzione ad opera del gruppo stesso, non sono assolutamente patinate, ogni suono si sente come è giusto che si debba, ma si è mirato ad un risultato finale che ha portato la band a non cadere in compromessi facili, e non ha lesinato a dare volume a chitarre e batterie a scapito delle voci in certuni frangenti. 3) I testi per quanto siano comunque inquadrabili in una coscenza pop, hanno obliquità che trascendono da retoriche da ritornello bello e pronto.
I Fou possono a buon ragione essere considerati come una band di tutto rispetto in un ambito trasversale, cangiante e genuino.