The Strokes – Angles

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)
18 marzo 2011 RCA www.thestrokes.com

Under Cover Of Darkness

Che aspettative si possono avere davanti ad un disco di una band che ha esordito sì con un grandissimo lavoro ma le cui successive uscite si sono rivelare riuscite a metà e salvate da qualche singolo azzeccato?

Che aspettative si possono avere davanti ad una copertina del genere?

E dopo aver ascoltato il primo singolo intitolato Under cover of darkness che nemmeno riesce a raggiungere la sufficienza? Niente di positivo.

E “Angles” lo conferma: un disco brutto e noioso per una band che non riesce ad essere nemmeno valida quanto la somma delle parti, visti i progetti collaterali dei membri tutti molto più sfiziosi (a vari livelli e per questioni diverse) di queste dieci canzoni. Riuscite a ricordare un’apertura peggiore di Machu Pichu? O un pezzo più fastidioso di Two kind of happiness? Ascoltando le brutture a nome Games o Life is simple in the moonlight ci si rende conto che sono mestamente lontani i brividi di Hard to explain. Dare spiegazioni effettivamente è difficile: non c’è molto da dire né molto da salvare qui dentro. L’unica questione aperta minimamente interessante è: quanto potranno/vorranno cadere ancora più in basso?

  • propeller

    in disaccordo totale… ripetere is this it è impossibile, e infatti non lo hanno fatto e neanche cercato di farlo… semplicemente si sono reinventati in un nuovo sound, più 80s, in cui si sentono anche le influenze del nuovo julian e del suo “phrazes for the young”, uno dei dischi in italia più sottovalutati del mondo… disco ottimo! ti consiglio più ascolti per assimilarlo magari… poi oh, se non ti piace proprio, de gustibus! :D

  • Gavisel

    molto dura come recensione, ma la condivido quasi totalmente; sono deluso e rammaricato da questo loro ultimo lavoro, il singolo pero’ è carino onestamente.

  • Ripetere “Is this it” forse è impossibile, fare un buon disco mi sembrerebbe però il minimo. Però devi ammettere che è sconcertante vedere una band che dà il meglio di sé alla prima uscita.
    Il disco solista di Casablancas lo trovo anche io più interessante perché ha voluto precisamente prendere quella direzione e ci è riuscito. Qui gli Strokes invece non sanno che pesci prendere.

  • Cam

    E’ un disco tanto brutto che fa venire le vertigini ,,pazzesco. Cmq una parte di me pensa che si tratti di uno scherzo..come hanno fatto con le copertine.. e se così non fosse e hanno seriamente in mente di aggiungere ciò al loro repertorio …chi diceva :^una volta che tocchi iul fondo non puoi che risalire”?
    e cmq questo è quello che succede quando emargini il leader di una band e lo costringi a un ruolo secondario e ahime finale! Strokes vi voglio ancora bene ma svegliatevi fuori! Il mondo ha bisogno di voi.

  • Franco Web

    in totale disaccordo, fare un disco alla ‘is this it’ vuol dire essere monotoni e “vecchi”. Hanno sperimentato, non hanno fatto il solito come i Kings Of Leon, che han fatto sempre la solita roba.