Pins – Girls Like Us

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Purtroppo le pose non possono sopperire alla mancanza di sostanza.

Mattoni mancuniani in B/N, sfondo di una polaroid in cui si viene ritratti di spalle. Occhiali nero-velvettiani e doppio taglio post-punk, immancabile rossetto fiammeggiante su mise nera. Ragazze come loro, giocano alle Riot Grrrls senza causa, – se non quella di centrare il target dei redattori di NME -, perennemente alla ricerca di un mash-up estetico-musicale talmente ‘cool‘ da far invidia a tutto il giro dell’Haçienda. Amano perdutamente l’America, tanto da memorizzarsi le lezioni Losangeline e Newyorkesi di Dum Dum Girls e Vivian Girls, – adattandole al fish & chips -, vorrebbero essere nate nella grande mela quando tutto bolliva, ma solo a parole. Forse avrebbero voluto una storia con Stiv Bators (Dead Boys) – L’intro di ‘Waiting for the end è la stessa di ‘What’s Love Is – ma senza droga e sempre col preservativo. Insomma, rimanendo in tema: se il revival delle Savages convinse per bontà compositiva, in questo esordio si respira solamente tanta confusione ed altrettante velleità.

[schema type=”review” name=”Pins – Girls Like Us” author=”Rossi Alessandro” pubdate=”2013-10-11″ user_review=”2″ min_review=”1″ max_review=”5″ ]