I Break Horses – Chiaroscuro

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Sogni infranti, groppo in gola, eurofestival e gnocca dell’estremo nord.

Il debutto, un album di onestissimo dream pop, era parso leggermente grigio a dispetto della bella copertina col cavallo pezzato. Sebbene l’avessero intitolato Hearts, Maria Lindén e Fredrik Balck avevano dimenticato di metterci un po’ più di cuore. Con il nuovo Chiaroscuro e una maggiore centralità della ragazza hanno rimesso diverse cose al posto giusto. Precisiamo che trattandosi di un effluvio di melodie svedesi siamo sul filone “mano fredda e cuore caldo”, un po’ alla maniera di Kleerup, uno che se non ce lo aveste presente, abbiatecelo a partire da 3am. In parole povere, si sta parlando di sogni infranti,  groppo in gola, eurofestival e gnocca dell’estremo nord.

Questa è l’ottima materia prima contenuta nelle nove tracce di Chiaroscuro e tra queste c’è Denial che è un’inarrestabile colata di miele in technicolor. Faith, altro singolo, con i dovuti distinguo è fatto quasi della stessa pasta eurodisco di quella suberba, inelegante Axis dei rinvigoriti Pet Shop Boys. E poi alcune scie di Silent Shout e di Deep Cuts qui dentro le possiamo anche sentire e nel coglierle non si sta che divinamente. Invece, un paragone con i Knife più sperimentaloni e prolissi non sussiste proprio e questo va a totale vantaggio di Chiaroscuro.

[schema type=”review” name=”I Break Horses – Chiaroscuro” author=”Marco Bachini” user_review=”4″ min_review=”1″ max_review=”5″ ]