Untold – Black Lights Spiral

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Ambulanze, camion dei pompieri, claxon. Sirene antiaeree che annunciano presagi di morte: si apre così l’esordio di Jack Dunning Aka Untold, indicando l’ingresso ad una musica da ballo per la fine dei tempi. Partì come molti dalle corde elettriche, finendo per seguire i propri istinti; era il 1994 e quel suo primo rave lo segnò indelebilmente. Amava l’Hardcore la Jungle e il Drum & Bass, e nelle sue produzioni Jack non è mai stato tipo da rimanere uguale a se stesso, manifestando sempre grande ecletticità nelle textures, nei tempi, con una tecnica fattasi sempre più aggressiva. Sperimentò di tutto: dalla Dubstep al Grime, fino alla Techno e all’industrial, costantemente fedele alla propria curiosità, alla continua ricerca di un melting pot che esprimesse la propria istintività.

Insomma, Il produttore dietro a Hemlock Recordings e Pennyroyal, trova oggi quell’incarnazione che gli permetta di giocare con la profondità di campo, riproducendo un suono sempre molto adiacente all’ascoltatore. Scritto in una settimana nell’afa metroplolitana di un’estate Londinese ‘Black Light Spiral’ nasce rispolverando gli appunti presi nel corso di un anno, posizionando in primo piano l’idea stessa di pressione, di calore e vapore: un viaggio claustrofobico, buio, ruvido, che manifesta tutta la volontà di dare ampio sfogo ad una Techno marziale dai risvolti davvero originali. Loop and Effect Chains che non mancheranno nel generare un’atmosfera ultraterrena in sede live: penso a ‘Strange Dreams‘ ed ai suoi richiami ‘Suicide’, alla serialità di ‘Sing A Love Song‘ capace di gettare nel peggiore dei gironi infernali un loop Reggae, all’oscurità inafferrabile di ‘Doubles‘. Disco d’oro del primo trimestre, e serio candidato alle top di fine anno.

[schema type=”review” name=”Untold – Black Lights Spiral” author=”Alessandro Rossi” user_review=”5″ min_review=”1″ max_review=”5″ ]