Ape Skull – Fly Camel Fly

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L’orgoglio di poter far rivivere quel suono leggendario. Il suonare per se stessi, alla ricerca di un divertimento genuino e coinvolgente in sede live. Pierpaolo Pastorelli (basso), Fulvio Cartacci (chitarra) e Giuliano Padroni (voce e batteria) vivono musicalmente in una dimensione parallela, perennemente in loop fra il 1969 ed il 1972. Come biasimarli, furono gli anni che videro nascere i primi quattro di Led Zeppelin, Black SabbathGrand Funk Railroad, e fu il lasso di tempo nel quale esplose Machine Head dei Deep Purple, oltre ovviamente a buona parte di quello che oggi consideriamo Classic Rock.

La Heavy Psych Sounds sempre molto attenta a queste sonorità, con gli Ape Skull sfodera nuovamente uno dei suoi gioielli più preziosi, tirato a lucido per l’occasione. I nostri, giunti al secondo lavoro, dopo l’esordio omonimo del 2013 – otto tracce originali e una cover ‘I Got No Time‘ degli Orange Peel – con “Fly Camel Fly” tornano ad incendiare gli impianti stereo di ogni amante della tradizione Rock. Ancora otto pezzi ed ancora una cover  – “Driver” dei The Damnation Of Adam Blessing – considerata alla base del suono della band.

Fin da subito sono Ozzy e Iommi quelli sugli scudi – Early Morning, My Way e Kids In The Kitchen. Per poi lasciar scivolare dolcemente l’ascoltatore verso sentori a là Free/Deep PurpleTree Stomp- con le chitarre degli Humble Pie a ricamarne i confini – A Is For Ape, Heavy Santa Ana Wind. Tutto, incastonato all’interno di un mood splendidamente vintage. Appartenente ad un’era diversa, ormai lontana, magica, affascinante. In due colorazioni viniliche – rosso e nero classico – “Fly Camel Fly” rappresenta il disco che state cercando se qualche volta, la sera, immaginate un mondo nel quale il Classic Rock è ancora questione di vita o di morte.