Terranova – Restless

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Dopo una serie incalcolabile di singoli e remix, i Terranova (Fetisch e &Me) tornano al formato long playing e per la seconda volta lo fanno in casa Kompakt. “Restless” è il diario di bordo di due dj che hanno fatto tesoro delle longeve esperienze in consolle, notte dopo notte, assimilando BPM da tutto il mondo. È un disco con un linguaggio privo di coordinate geografiche e un concept produttivo estremamente variegato.

I 75 minuti dell’album come da copione ospitano le voci di vecchi e nuovi collaboratori, dopotutto l’adattamento delle basi alle linee vocali esterne è un rito ostinato dei Terranova, da sempre un’ arma a doppio taglio che li ha portati dal caos immaturo di inizio carriera al podio più invidiato dai producer di oggi.

Restless” decolla e va subito al sodo sulle le note ambientali di “Tell Me Why” capitanate dalla voce di Rob Birch (Stereo MC’s). La seconda traccia “Underverse” fa le fusa a “Mystify” degli INXS ma con un taglio disco-house e le parole di Mandel Turner, il black-guru, provocatore di Brooklyn. “Goldilocks” è una strumentale modellata dal tocco più istintivo dei Terranova: miscele di Dub in 4/4, martellate percussive e synth taglienti. Lo stesso stile si ripete e prende slancio sui veri fulcri ipnotici del disco: il primo singolo “Labrador”e “Kepler 186F”, niente meno che due danze tribal-house fuori dallo spazio terrestre. Si riaprono i microfoni: ancora gli Stereo Mcs con Cath Coffey e la giovane Lydmoor in duetto con Bon Homme degli Who made Who, lo stesso Homme si reinterpreta su “Restless Summer”, una rivisitazione di altissimo livello di “Endless Summer” dall’EP “Painkiller” del 2013. L’epilogo del disco affidato a Rocco, il terzo Terranova, il cane Labrador mascotte dello studio che presta i suoi guaiti alla cavalcata Tech di “Uchu No Inu”(letteralmente “Space Dog”).

“Restless” non ha un volto definito, è ai margini, ovunque, sui dance floor così come nei salotti di ogni ascoltatore, è al buio e in ordinatissima entropia.