Filiamotsa – Like It Is

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Siamo nella Francia libera del 2015, Anthony Laguerre e Émilie Weber – le anime pulsanti dei Filiamotsa – si arruolano negli studi di Nancy per conto della Aagoo records e formano un esemplare battaglione sonoro dando vita alla loro ultima operazione: “Like it is”.

Per l’occasione richiamano alle armi vecchi e nuovi collaboratori e allestiscono una vera e propria orchestra cinematica di sette elementi radicata tra il post punk e i ’90 che furono, accerchiata da ottoni, archi e dalla leggendaria voce dell’Olandese Jos Kley meglio noto come G.W. Sok, storico leader dei The Ex.

G.W. Sok dopo una trentennale carriera a cavallo tra anarco-punk e divagazioni free-jazz multietniche, porta la sua voce e la sua esperienza teatrale nel collettivo dei Filiamotsa e lo fa nelle vesti di narratore. Il risultato è un vortice di emozioni irregolari ma senza sbavature, sorrette dalle litanie di uno spoken-word dal timbro risoluto.

Seppur con cura e originalità nel copione, di questo album si colgono immediatamente le spine più pungenti dei Fugazi, l’anima di Blixa Bargeld e una porzione di cuore dei più oscuri Bad Seeds. Il lavoro prende comunque una forma personale sin dal principi,o grazie lenta progressione di “The little shop”, gioca coi classicismi di “Madsummer madness” e “The bug is late again” per poi retrocedere di qualche decade nell’oscurità di “Sleepy tigers”. Il rumore libero di “Blab/blub” fa da prologo ai dieci minuti checompongono il mantra epico “Maybe” e alla carezza nera della conclusiva “Song”.

Rispetto ai precedenti lavori “Like it is” gode di melodie sottili e armoniose, avvalendosi di una sezione ritmica che abbraccia un jazz-concept etereo, nervoso e cupo. Questa “nuova” orchestra veste stretta gli abiti di ogni genere alternativo pur cogliendone gli aspetti salienti. Siamo dinnanzi a un suono consapevole e curato, una nuova opportunità per il post-punk.