Foxtrott – A Taller Us

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Marie-Hélène Delorme è di Montréal. Fa parte di una generazione di artiste canadesi a proprio agio con l’elettronica, così come con forme (più o meno atipiche) di cantautorato. L’involucro che contiene A Taller Us è fatto di materia electropop, mentre il principio attivo è una padronanza melodica che trascende i generi. Se cerchiamo riferimenti in ambienti attigui a Foxtrott possono venirci in mente Austra e Purity Ring e sono due nomi tra svariate decine. Certo, in A Taller Us c’è meno pathos che nella band di Katie Stelmanis e più varietà di toni che nel progetto con Megan James alla vocina.

La presenza di due binari paralleli (una superficie laccata e una scrittura profonda e vitale) caratterizza in lungo tutto questo lavoro. Per esempio, “Untake Me” è un pezzo che potrebbe vivere di vita propria anche spogliato del suo (pur leggero) abito di sintetizzatori. Non è un fatto banale se sotto a un’impalcatura abbastanza à la page troviamo delle canzoni vere, vive e in movimento. Possiamo chiamare all’appello il singolo “Driven” che è un po’ l’emblema di tutto questo discorso. Sono canzoni che sanno stare in piedi da sole e la quebecoise sembra esserne consapevole. L’evoluzione registrata rispetto ai primi singoli (“Shields” ha già quattro anni anche se sembra ieri) fa supporre che la ragazza ci stia mettendo metodo e fatica. Per non parlare della commovente andatura ascensionale di “Colors“. E diciamolo, A Taller Us ha bisogno di un secondo/terzo ascolto disattento. Sì, serve anche un ascolto distratto e accidentale dopo canonici passaggi accorti e analitici. Perché gli ascolti diligenti servono a collocarla, a “unire i puntini” e a trovare conferme ma la sorpresa è quando uno qualsiasi di questi undici pezzi parte in modalità shuffle. Potremmo giocare a lasciar arrivare Foxtrott in modo fortuito. Potremmo sospendere per qualche minuto i discorsi sulla provenienza, su una scena, su questo tempo. Forse così apprezzeremmo in pieno la sua scrittura. E se poi lo shuffle la piazzasse tra Blondie e Feist non si farebbe male nessuno.