Union Drama – Union Drama

Acquista: Voto: (da 1 a 5)

Chi crede che in Italia gli unici stimoli musicali portino d’istinto verso il consueto indie modaiolo fatto di basi ridondanti e di testi sproloquianti, dovrebbe ascoltare questo disco. L’omonimo degli Union Drama si ricollega ad un contesto internazionale in cui spesso è esplicito il richiamo alla wave — tendenza che ha caratterizzato il 2015 e continuerà probabilmente nel 2016. Ricorrendo ad un parallelismo — per vivacità, ascolto scorrevole, entusiasmo ed eterogeneità musicale —, con 48:13 dei Kasabian, possiamo notare un’analoga dinamica di realizzazione: dall’utilizzo spigliato dell’elettronica alla struttura stessa della tracklist.

Giuseppe Marino (basso e cori), Francesco Cavasinni (sintetizzatori e cori), Valerio Matteu (voce e chitarra), Carlo Covelli (drum machine, effetti) e Alfonso Pezzaniti (chitarra) si riuniscono nel 2012 per condividere un progetto che raccoglie differenti influenze ma conserva come trait d’union il connubio fra rock ed elettronica. Un disco arricchito dalle rimodulazioni delle voci e da un buon dosaggio del comparto elettronico, valorizzando così l’urgenza di basso e chitarra e rendendo immediata la digeribilità del lavoro.

Si passa dall’euforia di Aristocratic Ego alla psichedelia a là Flaming Lips di Play Yer Pink Sea, per poi riprendere un atteggiamento a tratti sempre più analogico, acido o elettronicamente rude — Expensive Fancy — che non vede sosta fino alla conclusiva Stay Here.

Non è assolutamente un tentativo pretenzioso quello del gruppo romano, che si lancia verso panorami di respiro internazionale; Union Drama è il risultato di collaborazione, studio e sintonia, tutte cose che hanno caratterizzato lo spirito del gruppo romano sin dall’inizio. Peculiarità stesse che spingono le ambizioni anche oltre il territorio nazionale.