Psychedelic Witchcraft – Black Magic Man

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Virginia dev’essere una sacerdotessa, un’entità intrinsecamente legata al mondo dell’occulto a prescindere dalla musica che propone con i Psychedelic Witchcraft — anche se quest’ultima ne è la diretta conseguenza. La immaginiamo sola, di nero vestita nella penombra del suo rifugio, davanti ad un vecchio televisore che trasmette L’aldilà del maestro Fulci. Nella sua mano destra c’è un libro, qualcosa di Crowley o Sanders, mentre con la sinistra accarezza un gatto nero. Un’estetica forte che in questo “Black Magic Man” sublima accudita dagli spettri delle band che imperversarono nei seventies. Non solo Black Sabbath, ma anche Leaf Hound e Iron Claw.

Tutto è partito da un ritorno, quello di Virginia da Milano a Firenze. Un modo per stabilizzarsi e gettare le fondamenta del progetto con gli altri componenti della band. La nostra, scrive melodie e testi, portando in seguito il suo bottino all’attenzione del gruppo; lasciando che la magia (nera) si compia. Nelle composizioni, è bello notare come l’estetica della band segua un percorso omogeneo che attraversa cinema, letteratura e musica. Non è un caso che il brano d’apertura “Angela” sia deliberatamente ispirato alla protagonista della pellicola di Piers HaggardBlood on Satan’s Claw” del 1971, e che una delle più grandi influenze musicali della band siano i grandiosi Coven — quelli di Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls.

In realtà, questo EP di debutto uscì nell’estate del 2015 sotto l’egida di Taxi Driver Records. Oggi, vista la voracità con la quale i fan hanno esaurito la prima stampa, la band ha annunciato l’imminente ristampa in edizione limitata — vinile colorato con nuova copertina curata dall’artista inglese Matt Wilkins — dell’album, con l’aggiunta di una bonus track: The Dark Lord, dei Sam Gopal — per chi non lo sapesse era la band Inglese dove suonava un giovanissimo Lemmy Kilmister: un omaggio doveroso e gradito.