Rosie Lowe – Control

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Con l’EP “The Right Thing”, pubblicato sul finire del 2013, era riuscita a stuzzicarci e suscitare un discreto interesse. Adesso Rosie Lowe completa l’esordio e debutta con il suo primo album: “Control”.
Si tratta di una classica produzione soul/R&B costruita ottimamente su basi synth ed elettroniche. Niente di nuovo se consideriamo le numerose uscite di questi anni: FKA Twigs e Banks su tutte. Parliamo di sonorità ampiamente approfondite, ormai allontanatesi dal nucleo dub – underground da cui traggono origine e avvicinatesi a forme economicamente più appetibili, che tradotto vuol dire pop.

La nostra inglese del Devonshire mostra, però, di sapersi muovere con maestria su questo campo minato, potendo contare su una voce notevole e sulla perfetta produzione di Dave Okumu, uno dei producer più ambiti oltremanica. Undici tracce facili da ascoltare, orecchiabili e cariche di atmosfera, un soul infarcito di beat e tastiere, in cui emerge una certa coerenza tra la modernità della musica e ciò che la Lowe affronta nei suoi testi. Si spazia da uno sfogo sulla condizione della donna in “Woman”, al racconto della complessità delle relazioni come in “Worry About Us” o “Right Thing”, fino ad arrivare al tentativo di spogliarsi delle proprie debolezze in “So Human” – “nothing wrong with a little therapy”.

Argomentazioni ovviamente non originali ma non per questo vuote o stucchevoli – crescere in campagna, in una “casa di legno senza tv” dovrà pur dire qualcosa in termini d’ispirazione. Ad arricchire e rinforzare l’opera ci sono poi pezzi come “Nicole” e la finale “For You”, nei quali il piano si fa strada tra i synth alla ricerca di quell’eterea intensità che richiama alla mente James Blake. Tutto il disco è carico di tensione emotiva, quella derivante da eterni conflitti interiori, che si sprigiona su trame ritmiche eleganti e severe – immaginiamo il divano dell’analista sul quale possiamo comodamente sfogarci e parlare di ciò che ci affligge. La mente richiama una sensazione di avvolgimento, di protezione, accuratamente descritta dalla morbidezza di suoni mai eccessivi e sempre capaci di creare la giusta atmosfera.

Control” è il titolo azzeccato per un album in cui musica, pulsioni e paranoie sono incastonate tra loro chirurgicamente, forse anche troppo; un’esplosione inevitabile ma controllata in cui l’eco risuona gradevolmente nel nostro ascolto. Il primo passo è stato mosso, l’auspicio è che l’eco non si dissolva troppo presto nella frenesia dei nostri tempi. Per questo c’è sempre una casa di legno nel Devonshire che ci aspetta.