Todd Rundgren: The Complete Bearsville Albums Collection

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26/02/2016 rhino facebook

Ciò che ascolterete qui è un documento omnicomprensivo del miglior periodo musicale di Todd, ossia, gli anni trascorsi con la Bearsville Records, fondata nel 1970 a ovest di Woodstock (N.Y) da Albert Grossman, allora manager di Bob Dylan, The Band e Janis Joplin.

Sul finire degli anni 60, lasciati i suoi Nazz, gruppo dai connotati Psych-pop di Philadelphia, Rundgren poté dedicarsi alla sua nuova vocazione. Poco prima, Laura Nyro aveva dato alle stampe dischi centrali per generazioni di cantautori a venire come: Eli And The Thirteenth Confession e New York Tendaberry che avevano rapito il nostro. L’album d’esordio (“Runt“), aggiunse al tutto quel piglio Zappiano di I’m In The Clique e momenti più spiccatamente “esplorativi”. Runt. The ballad of Todd Rungren, invece, mise a punto l’arte pianistica del suo autore: The Ballad (Denny And Jean),Wailing Wall e Be Nice To Me. Si evinse chiaramente l’incredibile talento di Todd nell’ideare melodie in aroma di “Brill Building”: Bacharach, King, ma anche Wilson e in parte McCartney. Iniziò inoltre a farsi strada quel suo particolare modo di formulare gli accordi e accostarli, giocando con le settime sino a plasmare uno stile indelebile che influenzò i suoi brani sino a oggi.

Nel 72 arrivò lo storico “Something/Anything?” un impressionante caleidoscopio di stili, umori, generi musicali: in definitiva l’episodio più maturo della prima fase “cantautorale”, che non disdegnò ulteriori sperimentazioni perfezionate con “A Wizard A True Star” e soprattutto “Todd“, mediante l’utilizzo di audaci tecniche di produzione, inserti elettronici e un interessante impiego degli editings. Il controverso e successivo Initiation fu influenzato dal piglio strumentale dei coevi Utopia, ma anche da magistrali esempi di arte Rundgreniana come: Fair Warning. Faithful del 76, presentò cover autenticamente fedeli, cloni quasi identici in ogni dettaglio. Ci fu anche spazio per capolavori d’autore come: The Verb To Love, o Love Of The Common Man. Faithful denotò sostanzialmente un riavvicinamento a canoni pop meno sperimentali; tendenza confermata anche dal successivo Hermit Of Mink Hollow del 1978, un ritorno alle splendide canzoni: Can We Still Be Friends, Too Far Gone, Bag Lady o Fade Away. Dopo il live Back To The Bars, il successivo Healing si allontanò un’altra volta dai sentieri battuti affrontando brani dagli arrangiamenti quasi totalmente elettronici; siamo nel 1981, l’album è un lavoro splendido ed estremamente piacevole che affronta temi filosofici e umani, Compassion, Shine e Tiny Demons su tutte; figurò anche una suite omonima tripartita.

L’ultimo The Ever Popular Tortured Artist Effect considerato superficialmente un obbligo contrattuale, è invece un piacevolissimo album dell’82 incentrato su di un sopraffino suono melodico: Influenza, Don’t Hurt Yourself, There Goes Your Baybay. Se per caso nella vostra discografia non c’è ancora nulla di Todd, fatevi un regalo comprando questo box, vi darà davvero molte soddisfazioni.