The Coathangers – Nosebleed Weekend

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In occasione del loro decimo compleanno le Coathangers hanno deciso di fare a noi un regalo: Nosebleed Weekend. Dieci anni, in effetti, sono tanti per chi, come racconta Julia Kugel, cantante e chitarrista della band: “a vent’anni ha messo su una band per divertimento”.

Le tre ragazze: Julia Kugel, Meredith Franco, bassista e cantante, e Stephanie Luke, batterista e cantante, ci hanno sempre creduto, si sono sempre impegnate nel creare live coinvolgenti e album d’impatto. E anche il risultato di questo ultimo lavoro è un album dal carattere forte e molto asciutto: tre strumenti, pochi effetti e tanta resa, in tipico stile Garage Punk. Intendiamoci, non mancano brani segnatamente Pop, la vena non si è persa – basta ascoltare “Perfume“.

Sono riff di chitarra semplici, ma efficaci; che rimangono subito in testa grazie anche all’accompagnamento vocale della Kugel. Le unghie le tirano fuori già al secondo pezzo “Dumb Baby”, ma soprattutto nell’omonima “Nosebleed Weekend” – chitarra martellante e cambio di voce ad aumentare la pericolosità del composto.

C’è spazio pure per la sperimentazione: niente effetti, sintetizzatori o altro, ma un giocattolino per cani, il cosiddetto squeaky. Durante tutta “Squeeki Tiki“, l’aggeggio ne fornisce la ritmica essenziale. Il “colpo d’orecchie” è notevole, unica pecca l’uso smoderato del charleston aperto della batteria che copre gli altri strumenti. Con “Excuse Me?” e “Down Down” i toni si fanno più cupi, rallentano i ritmi e la chitarra prende fiato. Anche “Copycat“, ultima traccia dell’album, rientra in questo ambito: ritornello disteso, ritmica meno sostenuta e la chitarrista che si diletta sulla parte melodica. Un pizzico di dinamica à la  Ramones emerge in “Make it Right” e “Hiya“, ma la cosa che stupisce sono le sonorità vagamente western di “Watch Your Back“, soprattutto la parte del basso e gli slide di chitarra.

Gli amanti del genere sicuramente apprezzeranno la grinta delle tre ragazze, i brani tirati e i testi aggressivi; sapranno cosa ascoltare durante le tiepidi giornate primaverili. A chi si troverà ad affrontare questo genere senza “precauzioni” alcune cose potrebbero risultare troppo ripetitive e semplicistiche, ma questo è il bello.

Massimiliano Barulli

About Massimiliano Barulli

Studente di Etnomusicologia @ La Sapienza, Roma. Mi interesso di tutto ciò che ruota intorno alla Musica e di tutto ciò che è Musica. Pop, Rock, Blues, Indie, World Music e contaminazioni.