Senatore – Bisogni Primari

Acquista: Voto: (da 1 a 5)

Nell’aria si respira un po’ di Gran Bretagna con i Senatore. La Band dopo l’esperienza “Garden of Alibis” torna con Bisogni Primari, in uscita per INRI l’8 aprile. Se, con il progetto di qualche anno fa – il loro LP, Colours, uscì nel 2012 in allegato a XL di Repubblica –, provarono ad abbattere la barriera della lingua cercando di inserirsi nell’Indie Pop elettronico, oggi li troviamo maturati.

Undici tracce dal sapore fresco, estivo, “Un disco nato per farvi ballare tutta l’estate, senza sosta e di gran gusto”, l’intento è questo. Se ci riusciranno, lo sapremo nelle calde serate d’agosto. Nel cocktail dei Senatore c’è del buon Indie Rock, Pop Elettronico e quel mix di Two Door Cinema Club, Kings of Leon, MGMT, Killers, Passion Pit e Foster The People esaltato dal cantato in lingua italiana.

L’album ha un’impronta elettronica fatta di riff incalzanti che entrano in testa e non escono più, come accade nel ritornello di “A Sangue Gelido“, secondo singolo estratto, qui preceduto dalle linee di basso di quell’Intro capace di introdurre a meraviglia il brano. Sulla scia si accoda “L’Anticiclone del Nord” dove troviamo tutta la vena Indie britannica (“Cullato da quel ritmo lento degli Alt-J”) e la chitarra stile Two Door Cinema Club.

La vena internazionale e l’inconscio di anni passati ascoltando musica d’oltremanica (e oltreoceano) si fanno sentire in “Un Crollo Mistico“, brano che lascia a bocca aperta già dai primi venti secondi. Elettronica e basso sugli scudi: non a caso l’unico pezzo uscito sia in inglese che in italiano. Con “Gli Avvocati” i toni si fanno distaccati, “Di fronte ad alcune cose della vita, le più assurde, conviene fare spallucce”, mentre la dinamica del brano risulta notevole: una ritmica dettata dal connubio battente fra percussioni e chitarre, che lascia spazio alla voce solo nella strofa. L’omonima ballata “Bisogni Primari“, ricorda i primi Negrita, avvalendosi però di un testo tardo adolescenziale che stride in rapporto al contesto.

I Senatore riservano però qualche sorpresa. “Shampoo” ad esempio, presenta svariate venature appartenenti alla Dance music che i nostri inseriscono in maniera coerente all’interno del lavoro. Del resto i ragazzi dimostrano di saper spaziare attraverso diversi contesti pur mantenendo la loro impronta.

Si distacca, invece, dall’estetica dell’album “La Casa del Popolo“, questo per diversi motivi. In primis la presenza della voce femminile di Carola Rovito dei 10135 (in inglese, oltretutto) ed una sonorità più scura e distorta farcita da atmosfere elettroniche tendenti a tratti alla musica Edm.

In conclusione, si respira aria fresca con Bisogni Primari: i Senatore non cedono mai al ricalco, mantenendo suono preciso, nato da un’idea ferma ed ostinata della propria estetica. Le basi su cui poggiarsi ci sono: il cambiamento di lingua, dall’inglese con i Garden of Alibis all’italiano di adesso, è senza dubbio un’arma a doppio taglio, ma se sfruttata bene potrebbe rivelarsi quella vincente.

Massimiliano Barulli

About Massimiliano Barulli

Studente di Etnomusicologia @ La Sapienza, Roma. Mi interesso di tutto ciò che ruota intorno alla Musica e di tutto ciò che è Musica. Pop, Rock, Blues, Indie, World Music e contaminazioni.