The Flaming Lips – Oczy Mlody

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Si fa davvero molta fatica a star dietro all’infinita produzione tirata fuori dai Flaming Lips nell’arco della loro gloriosa parabola artistica: abbiamo infatti perso il conto del numero preciso di uscite collegate in qualche modo al loro nome, fra rivisitazioni di dischi altrui, collaborazioni, progetti bizzarri e veri e propri album in studio. Tanto che la notizia di una loro nuova “fatica” sembra quasi perdersi nel marasma delle mille manifestazioni di Wayne Coyne e soci.

Allo stesso modo, sembra quasi che nel percorso artistico della band dell’Oklahoma perda di centralità l’album stesso in studio, esattamente come negli anni ha perso di importanza la forma canzone, destrutturata in rivoli di follia sonora, a partire da quell’Embryonic del 2009 che per loro stessa ammissione doveva “far a pezzi” l’equilibrio Pop lisergico delle produzioni storiche. La nuova via proseguita poi con “The Terror” approda ora al loro lavoro più mainstream (complice forse l’abluzione nelle acque del Pop da classifica di Miley Cyrus?), in cui continua però ad essere il flusso magmatico e ipnotico dei suoni a prendere il sopravvento sulla costruzione della canzone.

Sintetizzatori, vocoder, diavolerie varie, chitarre sempre più evanescenti fino quasi a scomparire, e una massiccia dose della consueta follia onirica – che da sempre li caratterizza –, sono gli ingredienti di questo “Oczy Mlody”, un disco che sicuramente dividerà il pubblico dei loro appassionati, lasciando forse maggiormente delusi i cosiddetti “fan della prima ora”: abituati a ben altre costruzioni sinfoniche. Qui continuano ad oscillare fra malinconia e fantasia fin dal titolo – ispirato da un romanzo polacco in cui Coyne si è imbattuto e di cui ha carpito parole ed umori. Senza farne una vera e propria traduzione, “Oczy Mlody” sarebbe infatti una specie di “Occhi del Giovane”, che nel mondo flaminglipsiano diventa una sorta di farmaco futuristico capace di farti dormire per tre mesi alla volta. Insomma, gli scenari bislacchi di certo non mancano: unicorni, galassie in cui sprofondare, rane e mille altre figure tipiche dei sogni allucinogeni a cui ci hanno abituato in passato.“Oczy Mlody” rappresenta, dunque, la continuazione di una strada intrapresa già da tempo, in cui si incontrano Psichedelia e sonorità di ascendenza Hip-hop, e che sembra funzionare – rispetto alla sua progressione finale – per tutta la prima metà grazie a una maggiore ispirazione e liricità. Un disco che necessita di qualche ascolto in più – libero da qualsiasi aspettativa o pregiudizio – per farsi apprezzare, ma che difficilmente potrà entrare nei capitoli imprescindibili della discografia della band di Wayne Coyne.

Data:
Album:
The Flaming Lips - Oczy Mlody
Voto:
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